Perché non vogliamo un primario obiettore al San Camillo di Roma

Le associazioni Laiga e Vita di Donna esprimono preoccupazione per la Ginecologia dell'Ospedale S. Camillo di Roma. Assolutamente contrarie alla nomina di un primario obiettore di coscienza.

Obiezione di coscienza al S. Camillo

In molte regioni d'Italia è necessario fare dei km per ottenere un'interruzione di gravidanza e nel Lazio la situazione non è affatto buona.
Se il dato medio è preoccupante (appena il 22,5% dei ginecologi del Lazio sono non obiettori) i territori più interessati sono quelli periferici, gli stessi in cui non è presente più il servizio o si registra una drammatica carenza.

Ad esempio, il caso di Frosinone, il più grave perché non è più presente il servizio di interruzione volontaria della gravidanza. Le donne sono costrette a spostarsi, e non è dato sapere quante rinuncino per mancanza di assistenza territoriale o perché non possono accedere all'RU486 (l'aborto farmacologico). Di certo solo da questa Provincia e nel 2015, ben 420 donne sono state costrette a spostarsi, anche di centinaia di chilometri, per essere assistite.

Le due Asl periferiche della provincia di Roma sono quelle in maggiore sofferenza e che obbligano a una pesante "migrazione": la ex Asl RM G nel 2015 non è riuscita ad assistere 606 donne su 795, lasciando il 76,2% della propria popolazione residente priva del servizio, e la ex Asl RM F ha lasciato senza copertura 375 donne su 505, il 74,2%. Se guardiamo al dato sulle urgenze effettuate allo scadere dei 90 giorni, passato dall'8,7% del 1987, al 23,5% del 2015 e cresciuto in modo allarmante in valori assoluti oltre che relativi, è evidente come siano molto carenti i servizi di prossimità e sia saltata la presa in carico da parte del sistema, che lascia sole le donne in un labirinto di difficoltà e informazioni parziali (fonte Natale Di Cola, CGIL).

A Frosinone, servizio chiuso, il Direttore proviene dal Policlinico Gemelli, Università cattolica. A Viterbo, servizio chiuso, lo stesso. Proviene dal Policlinico Gemelli il Direttore del San Giovanni, servizio aperto, grazie all'abnegazione di medici prossimi alla pensione. Alla Sapienza, Direttore che è passato dal Campus Biomedico (Opus Dei), servizio insufficiente, niente aborto farmacologico. Niente aborti terapeutici al Policlinico Casilino, con Direttore proveniente dal Fatebenefratelli.

Il medico che ha vinto la prima edizione del concorso per la Direzione della Ginecologia del San Camillo proviene dal Policlinico Gemelli. Per lei è stato ipotizzato di ristrutturare la ginecologia in modo da trasferire le interruzioni di gravidanza in un Day Hospital autonomo sotto la chirurgia, in modo da non disturbare, con il piccolo particolare che non si saprebbe come fare le interruzioni terapeutiche e che in caso di complicazioni operatorie le donne dovrebbero essere trasferite con macchina interna mentre stanno male, in un reparto per essere soccorse.

L'assunzione di due medici non obiettori è stato un trucco per sanare due medici che da sedici anni lavoravano al San Camillo per la Legge 194/78, e a tutt'oggi, con undici ginecologie che non eseguono interruzioni di gravidanza, non si ha notizia che si peschi da questa graduatoria per mandare medici non obiettori, per esempio, a Frosinone.

La tanto sbandierata ipotesi di eseguire interruzioni di gravidanza farmacologiche nei Consultori, come si fa negli altri paesi europei, è miseramente crollata sotto le minacce della Chiesa e del ministro Lorenzin.

Facciamo sentire chiara e forte la nostra voce contro un ulteriore direttore confessionale in una maternità pubblica e laica di Roma come quella del San Camillo, centro di riferimento regionale per la Legge 194/78.

Chiediamo percorsi protetti per la diagnosi prenatale con i mezzi che la sanità pubblica possiede, gratuitamente per le donne che ne hanno bisogno. Impediamo che la Legge 194/78 venga di fatto vanificata dalla conquista delle ginecologie da parte di direttori confessionali.

Chiediamo che non vengano dati 250.000 euro dei nostri soldi ad associazioni che partecipano alla Giornata della vita per l'abolizione della Legge 194/78, come ha fatto Zingaretti.

Vogliamo che il Vaticano esca dalle nostre strutture pubbliche, niente soldi pubblici a chi è contro i diritti delle donne. No a un direttore confessionale obiettore di coscienza all'Ospedale San Camillo.

Manda una mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Oggetto: "Non vogliamo un primario obiettore di coscienza alla ginecologia del San Camillo"

Laiga - Libera Associazione Italiana Ginecologi per l'applicazione della legge 194/78

Associazione Vita di Donna

11 maggio 2017

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