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A fronte dell’aumento del sovrappeso e dell’obesità in Europa, il ruolo di alcuni carboidrati, come lo zucchero, è stato spesso discusso in modo controverso. Di seguito viene descritto il ruolo dei carboidrati, degli zuccheri e dello zucchero da tavola nella nostra dieta.
A differenza degli altri carboidrati, non viene assorbita nel piccolo intestino per fornire energia, sebbene venga in parte metabolizzata nel grosso intestino. Almeno metà dell’energia nella nostra dieta dovrebbe derivare dai carboidrati per lo più sotto forma di carboidrati amidacei.
L’amido si trova nei cereali (riso, mais, farina, etc.) e nei loro prodotti derivati (pane, pasta, etc.), nelle patate e nei legumi. Gli zuccheri comprendono il saccarosio ( o zucchero da tavola, che chiameremo ‘zucchero’), il glucosio, il fruttosio, il lattosio e il maltosio e si trovano naturalmente in alcuni alimenti quali frutta, verdura e latticini.
I produttori inoltre aggiungono molti di questi zuccheri negli alimenti durante la lavorazione per assolvere importanti funzioni. Gli zuccheri conferiscono il sapore dolce, la tessitura, la struttura e la consistenza agli alimenti.
La tessitura influenza molto la palatabilità e quindi l’accettazione degli alimenti. Gli zuccheri inoltre conservano delle marmellate e delle gelatine, aiutano la fermentazione del lievito e giocano un ruolo importante nell’imbrunimento e nell’aromatizzazione dei prodotti da forno.
Se ne trovano abbondanti quantità nella barbabietola e nella canna da zucchero. Il saccarosio estratto dalla barbabietola e dalla canna da zucchero è un prodotto naturale che possiede le stesse proprietà dello zucchero presente nella frutta e nella verdura.
Si è visto che il consumo di pasti ricchi di carboidrati o snack o bevande zuccherate migliora le capacità di apprendimento e contribuisce a ridurre il senso di stanchezza. 1,2
Adulti sottoposti a un test di guida con un simulatore auto per una distanza di 120 km commettono meno errori se prima o durante la guida assumono bevande zuccherate rispetto a quelli che consumano solo acqua. 3
Dal momento che gli studi differiscono per il tipo di zucchero e per la quantità e la composizione totale dell’alimento, i risultati non sono del tutto confrontabili.
Gli sport drink, contenenti zuccheri e elettroliti, così come l’acqua, possono prevenire la disidratazione, ritardare l’affaticamento e proteggere dalla deplezione le riserve corporee di glicogeno, in quanto gli zuccheri ingeriti e rilasciati nel sangue vengono utilizzati principalmente dai muscoli. Nel caso di un’intensa attività fisica, il glicogeno può venire mobilizzato successivamente se persiste la richiesta.
In altre parole, gli individui che bruciano più calorie sotto forma di zucchero sono in genere meno in sovrappeso rispetto a quelli che ne bruciano una percentuale inferiore. Spesso esiste una correlazione inversa tra livello di assunzione dello zucchero e livello di assunzione dei grassi (chi consuma più zuccheri tende a mangiare meno grassi).
Ad ogni modo, alcuni individui possono superare i propri fabbisogni energetici consumando troppe calorie sia sotto forma di zucchero che di grassi, con conseguente aumento di peso nel tempo. Inoltre, i carboidrati, compreso lo zucchero, sono riconosciuti dal sistema corporeo di regolazione dell’appetito e promuovono il senso di sazietà. 6
È emersa una correlazione negativa tra consumo di dolci e cioccolata e IMC negli adolescenti di 31 Paesi su 34 (91% dei Paesi). Un consumo elevato di dolci era associato a un basso rischio di sovrappeso e non c’era alcuna associazione tra consumo di bevande e sovrappeso. 5
Questi risultati potrebbero essere in parte dovuti a fattori di confondimento; i bambini in sovrappeso o obesi potrebbero avere già ridotto il consumo di dolci e cioccolata a causa del peso corporeo; inoltre tendono a non riportare esattamente il consumo di questi alimenti quando in realtà potrebbero consumarne di più. In uno studio più recente condotto nel Regno Unito, sulla base dei dati raccolti da più di 1000 bambini dell’età di 5 e 7 anni sottoposti a un regime dietetico di tre giorni a settimana in cui il 3% dell’energia totale assunta derivava da bevande zuccherate, non è stata rilevata alcuna associazione tra il loro consumo e lo sviluppo di adiposità all’età di nove anni. 7
Altri studi, condotti per lo più nel Regno Unito, hanno riportato che un consumo elevato di bevande zuccherate e succhi di frutta è associato a un più alto IMC o all’aumento del peso corporeo. 8 Appare quindi evidente che non è facile trarre delle conclusioni definitive riguardo alla diretta connessione tra consumo di bevande zuccherate e aumento del peso corporeo.
La qualità nutrizionale della dieta dei bambini alimentati anche con i livelli più elevati di zuccheri è risultata infatti adeguata per quanto riguarda l’apporto di vitamine e sali minerali.
La carie si forma quando i batteri della placca dentale fermentano l’amido e gli zuccheri producendo acidi che a loro volta erodono lo smalto del dente. Una corretta igiene orale e l’utilizzo di dentifrici al fluoro sono oggi considerati di fondamentale importanza per la prevenzione della carie dentale e per promuovere una buona salute orale.
La prevalenza della carie nei bambini e negli adolescenti è diminuita fin dal 1970 nonostante il consumo di zucchero sia rimasto invariato e sia aumentato quello degli snack fuori pasto. Oggigiorno, infatti, la maggior parte dei bambini di 12 anni non ha carie. 10
Si può prevenire la formazione della carie lavando i denti due volte al giorno con un dentifricio al fluoro e, nel caso le occasioni di bere e mangiare siano limitate a 6 volte al giorno, evitando di bere a sorsi e di fare piccoli morsi continuamente. 11
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