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I dolcificanti: aspartame, ciclamato e saccarina

Dolcificanti. Il saccarosio (zucchero comune) è stato, per svariati secoli, l'unico dolcificante utilizzato. Nei paesi occidentali il consumo di saccarosio è cresciuto notevolmente a partire dagli inizi del 1900.

Definizione

Negli ultimi decenni, con lo sviluppo dell'industria chimica, si sono resi disponibili una gran quantità di nuovi dolcificanti. Uno dei modi di classificarli è quello di dividerli in base alla quantità impiegata.

Ne esiste un gruppo che è utilizzato in quantità tale da essere considerato un alimento, tali dolcificanti hanno un potere calorico confrontabile con il saccarosio. I principali dolcificanti, appartenenti a questo gruppo, sono: mannitolo, sciroppo di glucosio, maltitolo, sorbitolo, xilitolo.

In contrapposizione ai prodotti precedentemente descritti ne esiste una con potere dolcificante altissimo (dolcificanti sintetici).

L'elevato potere dolcificante rende questi prodotti utilizzabili in quantità modestissima. I dolcificanti, più utilizzati, appartenenti a quest'ultima categoria sono: aspartame, ciclamato, saccarina.

Sostituire il saccarosio con i dolcificanti sintetici può essere utile per i diabetici, le persone con eccesso ponderale e per prevenire la carie.

Prima di utilizzare i dolcificanti sintetici sarebbe opportuno rivolgersi al medico o farmacista di fiducia per valutare, con correttezza, il rapporto rischio/beneficio.

Aspartame

L'aspartame è la combinazione di due aminoacidi (acido aspartico e fenilalanina) il nome chimico è il seguente: acido(3s)-3-amino-N(alfa s)-alfa-metossicarbonil-fenilsuccinamico.

L'aspartame presenta delle qualità organolettiche simili allo zucchero, e ne è 200 volte più dolce. L'aspartame, essendo una proteina, fornisce un modesto apporto calorico (4 Kcal/g), che è praticamente trascurabile visto il suo alto potere dolcificante.

L'aspartame, per la sua instabilità chimica, non può essere utilizzato nelle soluzioni acide o in alimenti sottoposti a cotture con elevate temperature (forno e fritture) perché, tali condizioni, potrebbero provocarne l'idrolisi con una conseguente diminuzione del potere dolcificante.

Sono stati evidenziate, in numerosi studi clinici, possibili reattività crociate dell'aspartame con i sulfamidici (Bacrim, Eusaprim, Chemitrim, Gantrim).

L'aspartame, a dosi superiori 30mg/Kg, può causare un aumento dei casi di cefalea.

La metabolizzazione dell'aspartame può portare alla formazione di metanolo. Il metanolo che si forma è in quantità tali da non causare preoccupazioni.

Altri effetti collaterali conosciuti sono: angioderma, orticaria, panniculite nodulare. Come prima descritto l'aspartame contiene fenilalanina, l'assunzioni anche di modeste quantità di tale aminoacido è controindicato nei pazienti affetti da fenilchetunoria.

Fenilchetunoria

Fenilalanina: è un aminoacido aromatico, contenuto in molte proteine animali e vegetali, che nell'organismo viene utilizzato per la sintesi della tiroxina e delle catecolamine. Un accumulo della fenilalanina nell'organismo, per cause metaboliche, causa la fenilchetunoria.

La fenilchetunoria è una malattia congenita dovuta a una deficienza di un enzima (fenilaminoidrossilasi) deputato alla metabolizzazione della fenilalanina.

Un accumulo di fenilalanina può causare: ritardo mentale con varie manifestazioni neurologiche (ipercinesia, epilessia, microcefalia, eczema, pigmentazione chiara e un sudorazione abbondante).

L'unica cura, per questa grave malattia, è una dieta povera di fenilalanina. Questa patologia, che può essere trasmessa per via genetica, si presenta in due forme: una leggera (in cui il paziente tollera modeste quantità di fenilalanina), una grave (in cui la tolleranza alla fenilalnina diminuisce all'aumento dell'età).

La contemporanea assunzione di glucosio e aspartame, sembra non avere ripercussione sui livelli plasmatici di alcuni mediatori chimici neurologici, quindi è possibile escludere qualsiasi modificazione del comportamento e dello stato di umore.

Ciclamato

Il ciclamato è il sale sodico o calcico dell'acido cicloesilsulfamidico.

È impiegato da oltre 30 anni nella preparazione di cibi dietetici e soft drinks. Il ciclamato presenta un potere calorico 50 volte superiore al saccarosio, ed è spesso associato alla saccarina per aumentarne il gusto.

I ciclamati sono eliminati principalmente dal rene e in misura minore dall'intestino; una parte, circa il 30%, viene metabolizzata in cicloesamina, tale metabolita ha dimostrato di provocare cancro nella vescica dei ratti.

Per tale motivo la FDA americana ha proibito, dal 1987, l'uso del ciclamato in tutto il territorio degli Stati Uniti.

Numerosi studi, effettuati successivamente, tendono a dimostrare che questa carcinogeneità è specifica per il ratto, poiché questa specie animale metabolizza il ciclamato differentemente dall'uomo.

La FAO/WHO, dopo aver preso visione di tutti gli studi effettuati, ha raccomandato di non superarne una dose giornaliera, espressa come acido ciclamico, pari a 0-11 mg/kg.

I ciclamati possono inoltre causare: dermatite, prurito, eczema e fotosensibilizzazione.

Saccarina

La saccarina, sulfimide benzoica, ha un potere dolcificante 500 volte superiore al saccarosio. La saccarina, messa in commercio già dai primi del '900, è una sostanza chimicamente stabile, quindi può essere impiegata in bevande e in cibi sottoposti a cottura.

La saccarina non viene metabolizzata dall'organismo e viene eliminata principalmente con le urine. L'uso della saccarina è approvato dalla FDA degli Stati Uniti ma non dalla Canadian Healath Protection Agenzy.

La sensibilità crociata tra saccarina e sulfamidici (vedi aspartame) è nota, pertanto i soggetti allergici ai sulfamidici non dovrebbero utilizzarla.

Nei bambini, nutriti con latte dolcificanto con saccarina, sono stati segnalati alcuni casi di ipersensibilità, le manifestazioni riscontrate sono: ipersensibilità generalizzata, insonnia e altri sintomi neurologici (ipertonia, strabismo); i sintomi diminuiscono quasi completamente sospendendone l'uso.

L'American Medical Association raccomanda di limitarne l'uso nei bambini e nelle donne in stato di gravidanza. Recenti studi hanno evidenziato che la saccarina nel ratto, somministrata in dosi superiori all' 1% in peso, può provocare cancro alla vescica.

Altri studi hanno dimostrato che i meccanismi che provocano la comparsa del tumore nel ratto non possono essere applicati alla nostra fisiologia, evidenziando che non vi sono, nell'uomo, correlazioni dirette di comparsa del tumore e assunzione di saccarina.

È possibile che la saccarina possa promuovere tumori in presenza di altre sostanza carcinogene. La saccarina in alcuni rari casi può determinare: manifestazioni allergiche, orticaria, prurito, dispnea, diarrea, tachicardia ed eruzioni cutanee con papule.

In attesa di ulteriori studi, che possano definitivamente chiarire tutte le correlazioni tra tumore alla vescica e assunzione di saccarina, e consigliabile non superare la dose di 0-2,5 mg/kg.

Consiglio del farmacista

Per migliorare il gusto di molti alimenti, l'uomo utilizza da molti secoli dolcificanti sia naturali che sintetici. Il saccarosio, comunemente chiamato zucchero, è il dolcificante più usato, e ad eccezione di aumento della carie dentale, è considerato sicuro ed elemento di estrema importanza per la nutrizione umana, inoltre il suo costo non è elevato.

Il suo utilizzo deve rientrare in qualsiasi dieta bilanciata perché: è una fonte importante di energia, è facilmente metabolizzato e depositato nei tessuti.

Il saccarosio è immune da rischi nutrizionali e tossicologici. Nella dieta, il saccarosio, deve essere introdotto in quantità tali da non provocare scompensi nutrizionali. Nel diabete mellito, se non correttamente dosato, può interferire nel mantenimento dei corretti valori glicemici.

L'utilizzo degli edulcoranti sintetici deve essere considerato solo in particolari stati patologici o per determinate diete, facendo attenzione a non superare, per ogni sostanza, la dose giornaliera accettabile (DGA). L'utilizzo saltuario o in modeste quantità, di dolcificanti sintetici, deve tuttavia essere considerato abbastanza sicuro.

Analisi dei dolcificanti più facilmente reperibili (I dati riportati sono tratti dalle rispettive confezioni vendita)

Aspartame

Aspartame Midy, ditta Glaxo Smith Kline.
Ingredienti: aspartame 40%, lattosio, l-leucina; addensanti: cellulosa microcristallina (E 460), carbossimetilcellulosa sodica (E 466). Il prodotto contiene una possibile fonte di fenilalanina.

Indicazioni: l'aspartame è una sostanza formata da due aminoacidi presenti nei più comuni alimenti. Aspartame Midy, dal buon sapore privo di retrogusto, sostituisce lo zucchero nella dolcificazione del caffè, tè o altre bevande.

Aspartame Midy ha un ridotto contenuto calorico (0,1701 kcal per compressa) e può essere indicato nelle diete ipocaloriche. Una compressa di Aspartame Midy contiene 18 mg di aspartame e dolcifica quanto un cucchiaino di zucchero. Costo: una confezione da 300 cpr € 5,55, una confezione da 500 cpr € 7,80.

Hermesetas gold, ditta Bracco.
Ingredienti: aspartame 36% (contiene una fonte di fenilalanina); addensanti: carbossimetilcellulosa, l-leucina. Indicazioni: edulcorante da tavola a base di aspartame, Hermasetas dà il sapore desiderato al vostro tè o caffè, e, poiché ogni compressa contiene soltanto 0,2 calorie, vi consente di controllare la linea senza dover ricorrere a diete o rinunce particolari.

Una compressa di Hermesetas gold contiene 18 mg di aspartame ed ha un potere dolcificante pari ad un cucchiaino di zucchero, ma con apporto calorico irrilevante. Hermesetas gold si scioglie immediatamente nel caffè, tè, ed in tutte le bevande. Costo: una confezione da 100 cpr € 3,62, una confezione da 300+100 € 7,23, una confezione da 500+200 cpr € 10,07.

Suaviter, ditta ICO spa.
Ingredienti: aspartame (40,6%), l-leucina; Antiagglomerante: carbossimetilcellulosa sodica. Ogni compressa contiene 20 mg di aspartame. Contiene una fonte di fenilalanina.

Indicazioni: dolcificante a zero calorie, edulcorante da tavola a base di aspartame, senza alcun retrogusto, si armonizza con i sapori delle bevande, una compressa dolcifica quanto un cucchiaino di zucchero, apporto calorico praticamente nullo (0,17 kcal per compressa), più dolce 20 mg di aspartame per compressa, l'uso di un dolcificante come Suaviter è ideale per chi deve limitare l'assunzione di zuccheri.
Costo: una confezione da 100 cpr € 2,90, una confezione da 400 cpr € 5,90, una confezione da 400+400 cpr € 10,60.

Ciclamato e saccarina

Diet Sucaril liquido e compresse, ditta Abbott.
Ingredienti: 100 ml contengono ciclamato 12 g, saccarina 3 g, eccipienti quanto basta a 100 ml; una compressa contiene: ciclamato 25 mg, saccarina 7,5 mg, eccipienti q.b. a 78 mg. Indicazioni: la soluzione ideale per preparare dolci, tote, dessert e dolcificare caffè, tè, yogurt e qualsiasi tipo di bevanda sia calda sia fredda.

Per evitare completamente l'apporto calorico dello zucchero e mantenere intatto il sapore. Diet Sucaril è a base di ciclamato, sostanza che non segue il metabolismo degli zuccheri e, quindi, non produce calorie. Con diet Sucaril si può veramente mantenere il piacevole gusto del dolce; infatti, il ciclamato elimina il problema del retrogusto della saccarina rendendo il sapore di diet Sucaril dolce e gradevole, indistinguibile da quello deloo zucchero.

Diet Sucaril, grazie alle sue pratiche confezioni, è comodo da usare al bar e a casa, in ogni occasione: le compressine rapidamente solubili (in confezione normale o grande con il minidispenser, per il caffè e la bevande), il liquido (a solubilità istantanea, per lo yogurt, il frullato, e tutte le bevande calde e fredde, con il pratico erogatore che rende il dosaggio in gocce facile e sicuro), in cucina (nella conveniente confezione da 125 ml, per preparare tanti dolci grazie alla sua stabilità alla cottura, anche alle alte temperature del forno. Suggerimenti sull'impiego: una compressina o 3 gocce per un caffè dolce; raddoppiare la dose per un caffè molto dolce.

Si consiglia comunque di non eccedere la dose di 10 compressine o 40 gocce al giorno. La dose va dimezzata nei ragazzi. ( 3 gocce=1 cucchiaino di zucchero; 1 cucchiaio=100 gocce=100 g di zucchero). Costo: una confezione da 150 cps € 5,10, una confezione da 400 cps € 10,50, una confezione da 20 ml (gocce) € 3,30, una confezione da 125 ml (gocce) € 10,50.

Dulceril, ditta Menarini.
Ingredienti: edulcorante: sodio ciclamato; correttori di acidità: sodio bicarbonato, acido tartarico; edulcorante: saccarina. Indicazioni: edulcorante acalorico da tavola a base di sodio ciclamato e saccarina. Dulceril è stato realizzato per soddisfare tutte le esigenze dietetiche e di gusto di che deve, o semplicemente desidera, eliminare lo zucchero dalla propria alimentazione.

Potere dolcificante: 1 compressa a rapida dissoluzione corrisponde ad un cucchiaino di zucchero. Dulceril si può aggiungere a qualsiasi tipo di bevanda nella misura che ciascuno vorrà utilizzare per soddisfare il proprio gusto. Costo: una confezione da 150 cpr € 4,90.

Dulceril gocce, ditta Menarini.
Ingredienti: acqua; edulcorante: sodio ciclamato; addensante: glicerina, edulcorante: saccarina, sodio idrato RP; conservante: paraidrossibenzoato di metile. Indicazioni: edulcorante acalorico da tavola a base di sodio ciclamato e saccarina. Dulceril è stato realizzato per soddisfare tutte le esigenze dietetiche e di gusto di che deve, o semplicemente desidera, eliminare lo zucchero dalla propria alimentazione.

I componenti di Dulceril gocce, infatti, aportano un quantitativo calorico irrilevante dal punto di vista nutrizionale: 8 gocce, che corrispondono ad 1 cucchiaino di zucchero, apportano solo 0,05 kcal. Dulceril gocce si può aggiungere a qualsiasi tipo di cibo o bevanda nella misura che ciascun vorrà utilizzare per soddisfare il proprio gusto. Si consiglia di non superare il consumo di 120 gocce al giorno. Costo: una confezione da 30 ml (gocce) € 3,10.

Saccarina

Saccarina Roberts, ditta L. Manetti e H. Roberts.
Ingredienti: bicarbanota sodico; edulcorante: saccarinato sodico (40%); talco, acido tartarico, silice, ammonio glicirizzinato. Indicazioni: edulcorante da tavola a base di saccarinato sodico.

La Saccarina Roberts è un dolcificante in compresse, adatto perciò in tutte le diete dove l'uso dello zucchero (saccarosio) è sconsigliato.

È rapidamente solubile nel caffè e nel thè, o in qualsiasi altra bevanda calda o fredda. Ogni compressa da Saccarina Roberts ha un potere dolcificante equivalente a circa 2 cucchiaini di zucchero e permette di eliminare dalla dieta 32 kcal per ogni caffè o thè consumato.

 Controindicazioni: gravidanza, allattamento, primi tre anni di vita. Avvertenza: si consiglia di non superare la dose giornaliera accettabile pari a 2,5 mg per peso corporeo (e comunque non più di 5 Compresse al dì). Costo: una confezione da 100 cpr € 3,18.

Hermesetas, ditta Bracco.
Ingredienti: edulcorante: saccarina sodica; valore energetico: 0 kcal, proteine, carboidrati, grassi: assenti. Peso netto 6,5 g, 100 cp da 65 mg. Indicazioni: edulcorante da tavola a base di saccarosio.

Il famoso sapore dolce conosciuto ed apprezzato da tutti, del tutto privo di calorie. Una compressa dolcifica come un cucchiaino di zucchero, conservare in un luogo asciutto. Costo: una confezione da 350 cpr € 4,00, una confezione da € 1000 cpr € 6,70, una confezione da 1400 cpr € 8,90.

febbraio 2004

Dott: Cesare Augusto De Silvestri

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