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Per salvare il desiderio dalla sua saturazione e dal suo annientamento, l'anoressica deve poter preservare un vuoto dentro di sé, e lo fa dicendo di no all'Altro che confonde domanda e desiderio, l'anoressica difende la propria particolarità soggettiva, minacciata dalla pappa asfissiante dell'Altro. La domanda condotta in modo rigoroso, anche a prezzo della vita, è quella di essere riconosciuta e sostenuta dall'Altro come soggetto e non ridotta ad un corpo da nutrire.
L'ostinata oppositività è dunque un modo di rilanciare ogni volta la domanda:"Ti chiedo di rifiutare ciò che mi offri perché non è questo"(Jacques Lacan): non sono un tubo digerente, non sono un sacco da riempire.
Questo primo versante della domanda anoressica tradisce di conseguenza, un desiderio: desiderio di riconoscimento, desiderio di essere amate, di avere un posto nell'Altro, di non essere lasciate cadere. Questa domanda è contenuta in ogni domanda d'amore del bambino, una domanda che l'Altro gli dia ciò che ha di più prezioso, che non si materializza con nessuna delle cose che gli si potrebbero dare; mentre l'Altro dell'anoressica è spesso qualcuno che la riempie di cibo, ma senza riuscire a sostenerla con un desiderio particolare.
Anoressia - Bulimia - Obesità Dipartimento di salute mentale RMD Centro integrato di psicoterapia: Psico-diagnostica, Terapia di gruppo, Terapia individuali, Gruppi Coordinamento e sinergia con le strutture internistiche territoriali Dr Elisabetta Spinelli - Tel. 333 3517503/340 5067122 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


