Non credo si debba minimamente confondere il panico e la fobia, pena l’eliminazione di tutta la dimensione dell’evento e della presentificazione così centrali nel panico.
Credo che più opportunamente si dovrebbe parlare di un uso fobico dell’esperienza del panico. Il soggetto colpito dall’esperienza del panico costruisce a partire da questa irruzione una strategia fobica volta a scongiurare il ritorno del panico. La strategia può prendere varie forme e dimensioni, ma in chiave generale, possiamo dire che il sintomo fobico, cioè la “paura di” - di esperienze, sensazioni, luoghi ecc…potenzialmente e soggettivamente legati al panico -, va a ridisegnare la topografia dei movimenti e lo stile di vita del soggetto colpito da panico. In quest’ottica si evidenzia spesso una rigida risposta sul lato narcisistico, ideale. Da un lato il tentativo, lo sforzo, di ripristinare lo statuto precedente all’esperienza del panico, dall’altro il progetto di regolarizzazione della vita, ossia, alla luce di quanto detto in precedenza, il progetto di escludere qualsiasi strappo pulsionale dal proprio itinerario soggettivo.
Stare in piedi Il panico come fallimento dell’angoscia Il soggetto del panico Tutto è vita L’uso del panico Direzione della cura L’istante assoluto Note
Anoressia - Bulimia - Obesità Dipartimento di salute mentale RMD Centro integrato di psicoterapia: Psico-diagnostica, Terapia di gruppo, Terapia individuali, Gruppi Coordinamento e sinergia con le strutture internistiche territoriali Dr Elisabetta Spinelli - Tel. 333 3517503/340 5067122 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


