Anoressia e bulimia


Anoressia e bulimia. Aggiornamento sui Disordini Alimentari

I disordini alimentari, quali l'anoressia nervosa e la bulimia, possono rappresentare una minaccia per il benessere psicologico e per la salute fisica e, a volte, possono mettere a repentaglio la vita stessa. In tutti i casi, coloro che ne soffrono sono ossessionati dal cibo, hanno un'immagine distorta del corpo e hanno un comportamento alimentare incontrollato.

Anoressia nervosa L'anoressia nervosa è un disturbo che può mettere in pericolo la vita perché induce al digiuno volontario e al rifiuto di mangiare quanto è necessario per mantenere un peso corretto entro i limiti normali valutati secondo l'età e l'altezza.

Benché i pazienti anoressici abbiano appetito, si inducono a sopprimerne lo stimolo attraverso il rigido controllo che esercitano sull'alimentazione a causa della paura ossessiva di ingrassare. Oltre il 90% degli individui che ne sono affetti sono donne e, secondo le stime, l'anoressia affligge dallo 0,5 al 3,7% della popolazione (1).

Gli anoressici sono tendenzialmente benestanti, perfezionisti e molto ambiziosi. Tendono inoltre ad essere depressi, introversi e poco inclini ad esprimere i propri sentimenti. Il fatto di seguire diete rigidissime fornisce loro l'illusione di esercitare un certo dominio su se stessi.

Gli anoressici, inoltre, sviluppano strani rituali legati all'alimentazione, come, ad esempio, il rifiuto di mangiare in presenza di altri. I pazienti risentono di una perdita anormale di circa il 15% o più del loro peso corporeo. I segnali fisici della sottoalimentazione sono unghie e capelli fragili, pelle secca, sensazione di freddo e, nelle donne, problemi legati alle mestruazioni.

Bulimia nervosa Più comune tra i disordini alimentari, la bulimia nervosa è due o tre volte più frequente dell'anoressia. I malati di bulimia nervosa consumano grandi quantità di cibo (fino a 5.000 kilocalorie al giorno) per poi liberare il corpo dalle calorie in eccesso vomitando e abusando di lassativi e diuretici. Questo comportamento "abbuffati e purgati" passa spesso inosservato in quanto i bulimici, quando sono in presenza di altri, mangiano normalmente e riescono così a tenere segreta la malattia.

Tra i segnali fisici che rivelano la bulimia ci sono: erosione dello smalto dei denti determinata dall'acidità del vomito, viso gonfio a causa delle ghiandole salivari infiammate, abrasioni sulle mani provocate dall'autoinduzione del vomito e disidratazione.

Alla ricerca delle cause L'insorgenza di disordini alimentari è spesso legata allo stress provocato da un evento quale l'integrazione in una nuova scuola, la mancanza di indipendenza o un ambiente familiare problematico. Le atlete sono spesso più portate a soffrire di disordini alimentari rispetto al resto della popolazione ed in particolare coloro che praticano uno di quegli sport come la ginnastica, il ballo e la corsa di fondo dove l'essere snelle viene percepito come un vantaggio.

I disordini alimentari sono soprattutto psicologici. Le persone affette da disordini alimentari sperimentano ogni sorta di dieta per tenere sotto controllo il peso; si è persino ipotizzato che il fatto stesso di seguire una dieta possa essere la causa del disturbo. Oggigiorno, comunque, è opinione comune che la dieta sia solo uno degli elementi della malattia ma non la causa.

Una diagnosi precoce è essenziale; la cura consiste in un vasto programma di terapie mediche, interventi psicosociali, assistenza nutrizionale e, a volte, la somministrazione di medicine. L'obiettivo principale della cura è permettere un ritorno graduale alla normalità sia del comportamento alimentare sia del peso corporeo; risulta inoltre fondamentale ristabilire il controllo di sé ed aumentare l'autostima. Nonostante la complessità dei disordini alimentari, chi ne è affetto ha ottime probabilità di guarire completamente, specialmente se la malattia viene diagnosticata in tempo.Referenze

  • 1. National Institute of Mental Health (2001) Eating disorders: Facts about Eating Disorders and the Search for Solutions. NIH Publication No. 01-4901
  • 2. Strober M, Freeman R, Lampert C, Diamond J, Kaye W. (2000). Controlled family study of anorexia nervosa and bulimia nervosa: evidence of shared transmission of partial syndromes. Amer J. Psych. 157(3): 393-401.
Anoressia nervosa e bulimia English version

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