Allattamento: ritmi, quantitativi, orari delle poppate

Nei primi giorni di allattamento le poppate sono in genere brevi, di pochi minuti; questo perché la quantità di latte è minore.

Con l'aumentare della secrezione, le poppate si fanno più lunghe fino a stabilizzarsi su una durata media di circa venti minuti.

Un tempo però che varia da bambino a bambino: ve ne sono alcuni che nei primi dieci minuti hanno già svuotato completamente il seno; altri, attaccandosi e staccandosi più volte nel corso della poppata possono richiedere anche mezz'ora di tempo.

Non è possibile quindi dire a priori quanto deve stare attaccato il bambino a ogni poppata: la durata di ogni pasto sarà il frutto della "sperimentazione" che ogni bambino e ogni madre faranno assieme.

Protrarre però troppo a lungo le poppate, oltre mezz'ora, in qualche caso può creare problemi, sia per l'eccessivo protrarsi del traumatismo sul seno, col rischio di andare incontro a ragadi, sia per la maggior difficoltà che ha il bambino a trovare un regolare ritmo alimentare (non essendo scandito da adeguate pause di "riposo").

Raggiungere un ritmo di poppate più regolare e quindi "prevedibile" è un bisogno anche della madre perché le consente una migliore gestione e organizzazione della propria giornata.

Queste considerazioni valgono anche per quanto riguarda la definizione degli orari delle poppate e quindi del loro numero nell'ambito della giornata. Indicazioni esatte del numero dei pasti e della loro distanza l'uno dall'altro non possono essere date, tanto meno sotto forma di "timbri" o di prestampati.

Si rischia infatti di ancorare la madre ad un protocollo alimentare astratto, non rispondente agli specifici bisogni di suo figlio.

La gran parte dei neonati richiede sette pasti: per alcuni però ne possono essere necessari otto, per altri sei o anche cinque. Molto dipende dal peso del bambino, dal suo modo di poppare, dalla secrezione lattea e anche dai fattori emotivi/relazionali connessi con l'atto della suzione. I tempi di svuotamento gastrico e digestione del latte materno risultano così decisamente variabili.

Non tutti i neonati sono subito in grado di sostenere il cosiddetto "intervallo notturno": uno stacco certo essenziale per il riposo dell'adulto ma che non può essere imposto rigidamente al neonato fin dall'inizio.

"Saltare" una poppata durante la notte non può che essere frutto di una graduale, progressiva abitudine, nata dall'accordo alimentare che si costruisce gradualmente fra madre e bambino.

Per ottenere un ritmo prevalentemente diurno delle poppate conviene sollecitare il bambino a non fare stacchi di sonno troppo lunghi durante il giorno fra una poppata e l'altra, ad evitare che il conseguente ridursi del numero delle poppate renda difficile l'assunzione della quota totale di latte di cui il bambino ha bisogno nelle 24 ore, e diventi così inevitabile che abbia più risvegli nel corso della notte, per "completare" l'alimentazione.

Non conviene però ravvicinare troppo le poppate: col passare dei giorni un ritmo alimentare troppo intenso potrebbe creare problemi digestivi, oltre che di eccessivo affaticamento della madre.

Generalmente all'inizio dell'allattamento si consiglia di attaccare il bambino prima a una mammella poi all'altra nel corso della stessa poppata. Questo perché in fase iniziale è utile stimolare frequentemente il seno, dal momento che è proprio lo stimolo della suzione a facilitare la formazione del latte.

Quando poi la secrezione è ben avviata conviene far svuotare bene tutta una mammella e passare all'altra solo se necessario (altrimenti lasciarla per la poppata successiva).

La composizione del latte si modifica leggermente dall'inizio alla fine della poppata: nella parte finale, in particolare, i grassi sono più abbondanti. E' preferibile allora lo svuotamento completo, per fornire al bambino ogni volta un latte più equilibrato nei suoi componenti; i grassi poi hanno una particolare importanza nel fornire il senso di sazietà alla fine della poppata.

Anche rispetto alla quantità di latte che il bambino assume a ogni poppata non si possono dare indicazioni matematiche: un lattante sano sa autonomamente ogni volta quanto latte deve prendere dal seno. E la dose di latte che assume non è sempre uguale a ogni poppata, ma varia anche molto nel corso della giornata.

Il bambino sano ogni giorno assume da sè la dose di latte idonea a fornirgli le calorie necessarie, in rapporto al suo peso corporeo. La regolazione dall'esterno del seno non è possibile (e per fortuna!) ed è solo la naturale autoregolazione del bambino a determinare i quantitativi di ogni poppata.

Vedi: Suggerimenti pratici per l'allattamento al seno

OMS - UNICEF Progetto "Ospedale amico del bambino": 10 passi per l'allattamento al seno

Pagina aggiornata il 9 maggio 2006

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