Allattamento artificiale: prepariamo il biberon

I latti in polvere vanno «ricostituiti» in acqua, al 13 % (vale a dire che in ogni 100 ml di acqua vanno disciolti 13 grammi di polvere).

Nelle confezioni si trova un apposito misurino (contenente 4,5 grammi) che va riempito, senza esercitare pressioni sulla polvere, da livellare al bordo.

Si mette un misurino di polvere ogni 30 ml di acqua nel poppatoio.

Nella preparazione del latte è tollerato un certo margine di variabilità, in quanto è difficile dosare matematicamente la concentrazione; i piccoli sbagli che si possono fare non hanno alcun effetto: importante è non allontanarsi visibilmente dalle dosi di polvere indicate per evitare al bambino un apporto nutritivo inadeguato.

Si chiude il poppatoio e si agita finché la polvere non è ben disciolta, poi si intiepidisce, scaldando a "bagnomaria" o con l'apposito scalda-biberon (decisamente sconsigliato invece l'uso del forno a microonde, dato l'alto rischio di ustionare il bambino: il biberon potrebbe sembrare solo tiepido all'esterno pur contenendo all'interno un latte a temperatura elevata).

Alcuni accorgimenti per garantire l'igienicità della preparazione del latte:

Lavare bene il biberon, risciacquando ripetutamente, per rimuovere del tutto i residui di detersivo. Lavare e sfregare anche la tettarella di gomma. E' preferibile lavare il biberon subito dopo l'uso, per evitare che avanzi di latte rimangano adesi alle pareti, rendendo poi difficile, una volta secchi, la loro rimozione.

Preparare il latte al momento dell'uso. Se è indispensabile preparano con anticipo, conservarlo riponendolo subito in frigorifero (non conservarlo comunque oltre le 24 ore). Nel caso sia necessario preparare il biberon "fuori casa ,può essere utile portarsi l'acqua calda nel thermos, aggiungendovi la polvere sul momento.

Una volta aperta la confezione di latte evitare di toccare la polvere con le mani e, dopo l'uso, richiudere la confezione ermeticamente conservandola in luogo fresco (ma non in frigo) e asciutto.

Qualora non sia possibile rispettare gli accorgimenti indicati, si rende consigliabile ricorrere alla sterilizzazione (a caldo o a freddo, con gli appositi prodotti) dei biberon e della tettarella.

L'adozione di questi accorgimenti è, da un certo punto di vista, preferibile alla sterilizzazione.

E' importante che si crei un clima più casalingo e meno sanitario intorno al momento alimentare del bambino: nutrirlo non è dargli una medicina e il biberon non è una «siringa» con cui somministrare un «liquido curativo», ma è semplicemente un bicchiere dalla forma un po' particolare con cui nutrire il bambino.

La carica batterica normalmente presente nel mondo circostante il bambino (sui giocattoli, il lenzuolo, le mani dell'adulto, il vestiario ecc.) è parte integrante dell'ambiente che deve essere da lui «conosciuto» e contro il quale svilupperà idonee difese (immunologiche).

Questa limitata, normale presenza di germi nel biberon non è dannosa: essenziale però è che questi germi non abbiano l'opportunità di moltiplicarsi a dismisura per condizioni favorevoli (come quelle create dai residui di latte sulle pareti o dallo stazionare del latte per alcune ore al caldo).

Seguendo il consiglio di preparare il latte "al momento", ponendolo in frigorifero in caso di attesa, e lavando accuratamente il biberon subito dopo l'uso, si evita che il latte acquisti cariche batteriche pericolose.

Ben diverso è invece ciò che deve essere fatto in una nursery, dove i germi spesso non sono affatto i "normali" germi di casa, ma frutto di selezioni ospedaliere, e dove oltretutto il bambino vive in condizione di promiscuità e affollamento, che rendono più probabile il contagio e le epidemie: in questi ambienti è indispensabile sterilizzare gli oggetti d'uso per l'alimentazione dei neonati.

Vedi: Latte in polvere: prezzi alle stelle

Pagina aggiornata il 9 maggio 2006

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