Lo svezzamento: le prime minestre

Il divezzamento è più spesso avviato partendo da pappe vegetali, (oppure queste possono rappresentare la fase successiva all'introduzione delle prime farine lattee, dalla fine del sesto mese).

In genere si preferisce iniziare proprio con i brodi vegetali, sia per non abituare il bambino a sapori troppo dolci e soprattutto per non dover inserire latte di mucca (presente, anche se adattato, nelle farinate). In commercio si trovano ormai da molto tempo paste arricchite di glutine (pastine glutinate), di uovo, ortaggi, ecc. e preparazioni precotte che possono dimostrarsi utili in particolari condizioni (ambientali o di tempo disponibile) riducendo il lavoro di preparazione della pappa.

Se si rispettano adeguati tempi di divezzamento e si tiene conto delle esigenze nutrizionali del bambino al variare dell'età, la necessità di ricorrere a pastine particolari ("da bambini") è giustificata solo dal fatto di dover tenere conto, a volte, di una certa gradualità nell'abituare il bambino stesso alla granulosità del cibo, e non da specifiche esigenze nutrizionali.

Dopo la pappa vegetale si somministra frutta fresca.

Col progredire del divezzamento si integra l'apporto calorico e si variano le fonti dei vari nutrienti (grassi, proteine, carboidrati) inserendo legumi, carni (agnello, coniglio, pollo e tacchino), pesce (magro), uovo (un tuono alla settimana), ecc.

Anche le tecniche di elaborazione del cibo variano e si comincia ad abituare il bambino ad assaggiare i vari alimenti separatamente, fino a raggiungere verso l'anno un modello di organizzazione del pasto del tutto sovrapponibile a quello dell'adulto, sia nella forma (primo, secondo, con torni, frutta, ecc.) che nella sostanza (cioè tipo di alimenti e loro elaborazione in cucina).

Concetto da avere sempre presente nell'elaborazione di un menù è che nessun alimento può considerarsi "completo" o "perfetto", cioè contenente tutte le sostanze necessarie a soddisfare le nostre esigenze nutritive.

Occorre allora variare più possibile le scelte alimentari. La diversificazione delle scelte oltre a soddisfare il piacere della tavola attenua per altro anche il rischio di squilibri metabolici e riduce la possibilità di inserire in dosi significative sostanze estranee eventualmente presenti negli alimenti.

La pappa vegetale Si prepara un brodo vegetale utilizzando verdure fresche di stagione.

Si sente spesso consigliare di evitarne alcune, come il cavolo o la cipolla, ma in realtà non esistono motivazioni di tipo nutrizionale. Il problema potrebbe essere quello di un eventuale sapore non gradito al bambino, ma è chiaro che si tratta di una valutazione presuntiva e molto basata su luoghi comuni, in altri termini non è affatto detto che il bambino non debba gradire certi aromi più intensi derivanti da alcune verdure.

Il brodo si ottiene facendo bollire per circa un'ora, a fuoco lento, le verdure, dopo averle ben lavate, tagliate a pezzi e messe in acqua non salata. Una cottura fatta alla massima temperatura e nel minor tempo possibile (ad esempio nella pentola a pressione) è secondo alcuni preferibile perché ritenuta la più adatta per conservare parte delle vitamine termolabili.

Il brodo che ne deriva ha un apporto calorico praticamente trascurabile ed è ricco di sali (in particolare potassio) e di oligoelementi che fuoriescono dalla verdura a seguito della cottura.

Vi si aggiunge poi una parte delle verdure passate (un paio di cucchiai circa, corrispondenti a 30-40g) contribuendo così all'apporto ulteriore di vitamine, calcio, fibre e, in una modesta quota, di proteine, e soprattutto carboidrati.

L'apporto calorico viene incrementato aggiungendo al brodo con verdure passate l'olio (due cucchiaini di olio extravergine di oliva oppure, per incrementare l'apporto di polinsaturi, un cucchiaino di extravergine e uno di olio di semi di girasole, per un totale di circa 6g) e parmigiano reggiano grattugiato (due cucchiaini, circa 10g).

A questa minestra infine si aggiunge una quota di cereali (30-40g): si possono usare farine di riso, mais, grano, avena, segale o cereali misti; in genere si abitua il bambino con gradualità alla consistenza, passando in progressione dai semolini ai fiocchi e infine alle pastine.

Vedi: Ricette di base - Schemi di svezzamento - Ogm: come riconoscerli

Pagina aggiornata il 9 maggio 2006

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