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ALLATTAMENTO,  VITAMINA "D", RACHITISMO 
 
I livelli di vitamina D riscontrati nel latte materno risultano bassi: perché il bambino non corra rischi di carenza vitaminica e quindi di rachitismo deve condurre fin dai primi giorni una sana vita all'aria aperta, esponendosi sufficientemente e con regolarità alla luce solare; questo deve avvenire anche nel periodo invernale, senza timori per il freddo.
Se sussistono condizioni ambientali sfavorevoli, causa di poca esposizione alla luce, che non è possibile rimuovere, occorre integrare l'allattamento con vitamina D in gocce. 
 
E' stato dimostrato sperimentalmente che nei lattanti di età inferiore ai sei mesi è sufficiente l'esposizione alla luce solare per 30 minuti alla settimana, se coperti dal solo pannolino, oppure l'esposizione per due ore alla settimana delle mani e del capo (che in un lattante è circa il 15-20% della superficie corporea totale) per mantenere il livello di vitamina D al di sopra dei livelli minimi necessari per la prevenzione del rachitismo.  
 
Nel bambino più grande, un adeguato apporto vitaminico durante il periodo invernale è solitamente soddisfatto dalle riserve endogene di vitamina D accumulate nel tessuto adiposo durante il periodo estivo. 
 
Una regolare esposizione alla luce rende possibile evitare l'integrazione di vitamina D, senza il rischio che i genitori incorrano in dannosi vissuti e atteggiamenti "medicalizzanti".  
 
Somministrare tutti i giorni gocce di vitamine può essere infatti vissuto come tenere "in terapia" per mesi e mesi il bambino, che è invece sano ed alimentato nel migliore dei modi possibili.  
 
Anche se i medici considerano queste somministrazioni di vitamine non terapie ma "supplementi", non possiamo scordarci che si tratta di una lettura molto tecnica e ben lontana dal comune sentire. In altri termini il genitore che "dosa gocce da un flacone comprato con ricetta medica in farmacia" nel suo vissuto sta somministrando un farmaco, e non integrando l'alimentazione. 
 
Nel nato prematuro è sempre necessaria una supplementazione di vitamina D, anche se è allattato al seno e conduce una sana vita all'aria aperta. Questo infatti non basta ad assicurare la copertura del fabbisogno particolarmente alto dell'organismo in rapidissima crescita del prematuro. 
 
Concludendo quindi possiamo dire che non sono necessarie integrazioni vitaminiche se l'allattamento è al seno ed il bambino è nato a termine, purché i genitori abbiano sempre presente l'importanza della vita alla luce del giorno, e si adoperino per portare all'aperto con regolarità il bambino, fino dai primi giorni di vita, in ogni stagione. 
 
OMS - UNICEF 
Progetto "Ospedale amico del bambino": 10 passi per l'allattamento al seno  
 
 
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Pagina aggiornata il 3 ottobre 2006 
 
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