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ALCUNE NOTE SUL CONTEMPORANEO 
del Dr. Alex Pagliardini 
Il sintomo contemporaneo 
 
Senza entrare nel dettaglio cercherò di indicare cosa sono i nuovi sintomi, cioè i nuovi soggetti, che abitano questa nuova zona. 
 
Abbiamo detto che il post-moderno ha portato alla luce l’inesistenza dell’Altro alla quale, va precisato, la contemporaneità ha risposto con la costituzione di un Altro saturo — nella doppia direzione che abbiamo indicato con diritto a godere e igenismo. 
 
Nell’epoca moderna alla non esistenza dell’Altro - che non era emersa  — si è risposto con la costituzione di un Altro insaturo, cioè abitato dal limite e dalla testimonianza, dunque con un Altro che lasciva spazio all’eterogeneità del soggetto del desiderio e del soggetto della pulsione, mentre nella contemporaneità di fronte alla prepotente emersione dell’inesistenza dell’Altro e si è assistito al crollo dell’Altro moderno — limite e testimonianza - e alla costituzione di un Altro saturo che non funziona più come luogo per la costruzione del desiderio. 
 
Se il sintomo è un tentativo del soggetto di prendere posto nell’Altro e di localizzare-articolare il godimento con e nell’Altro, -  dunque una risposta all’Altro che non esiste attraverso l’Altro che c’è - allora il sintomo moderno era la testimonianza della messa in gioco della particolarità del soggetto, dell’articolazione nell’Altro del suo desiderio e delle sue impasse, - questo in quanto nel moderno l’Altro offriva spazio per l’eterogeneità del soggetto - mentre il sintomo contemporaneo è la testimonianza della scomparsa del desiderio, della particolarità del soggetto, dell’impossibilità di una sua articolazione con l’Altro — in quanto nell’Altro contemporaneo non c’è spazio per ciò. 
 
Venendo meno la dimensione della soggettività in gioco, i sintomi contemporanei, dal lato del prendere posto nell’Altro evidenziano una esasperazione della dimensione narcisistica, eccesso di io, e della dimensione dell’adeguamento all’Altro — diciamo che è l’unico modo che il soggetto trova per prendere posto nell’Altro. 
 
Dal lato del godimento sono caratterizzati da una certa sregolatezza pulsionale e mettono sempre più in primo piano, a cielo aperto, la loro verità, ossia che sono fissità, localizzazioni, di godimento — funzione presente anche nel sintomo moderno ma li annodata con la messa in gioco della soggettività, mentre qui, nel contemporaneo, appiattita in un’anonima fissità di godimento. 
 
Si nota come il sintomo contemporaneo è come ogni sintomo una risposta all’impossibile ma è una risposta che non passa per la messa in gioco della soggettività con l’Altro — è questo che il contemporaneo rende molto problematico. 
 
Se consideriamo che il sintomo è una risposta al reale, ossia una localizzazione dell’illimitato del godimento, - da cui la fissità del sintomo in quanto difesa dall’illimitato e in quanto vi persiste l’insistenza dell’illimitato - allora constatiamo che il sintomo contemporaneo evidenzia la verità ultimativa del sintomo, mostrando la sua funzione primaria, mostrandone ossia il suo statuto prettamente reale, verità e funzione che l’essere preso nella funzione del desiderio, cosa tipica del sintomo moderno, tendeva a velare. 
 
 
Pagina aggiornata il 10 giugno 2009 
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