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Definizione di handicap e suo accertamento pag. 1

 
 
 
Legge 68/99: struttura  e significative innovazioni. 
La legge in dettaglio e aventi diritto. 
Collocamento mirato. 
Metodo di computo per la quota di disabili da assumere. 
Esoneri parziali e compensazione territoriale. 
Servizi di collocamento obbligatorio, modalità assunzione e graduatorie. 
Metodo di richiesta d'avviamento. 
Rapporto di lavoro. 
Convenzioni e cooperative sociali. 
Agevolazioni per l'assunzione e Fondo regionale per l'occupazione dei disabili. 
Concorsi pubbliche amministrazioni, obbligo di certificazione, disposizioni transitorie. 
 
Il medico competente e il giudizio di idoneità. 
L'idoneità al lavoro della persona svantaggiata. 
Licenziamento dell'invalido. 
 
Soggetti tutelati. 
Accertamento sanitario. 
Sindrome di Down. 
Grandi invalidi di guerra. 
Retribuzione, contribuzione, validità ai fini pensionistici. 
Fino al 3° anno di vita del bambino 
Dal 3° al 18° anno di vita del disabile 
Dopo il 18° anno di vita del disabile 
Permessi per il lavoratore disabile 
Permessi per il lavoratore che assiste parente o affine 
Termini e definizioni 
Soggetti tutelati. 
Lavoratori interessati. 
Modalità di fruizione del congedo. 
Misura della prestazione. 
Adempimenti e domande. 
Corresponsione indennità e validità ai fini previdenziali. 
Congedo non retribuito per gravi motivi familiari - I gravi motivi. 
Durata del periodo di congedo, retribuzione e accredito. 
Modalità di richiesta. 
Permessi retribuiti. 
 
 
 
 
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La legge-quadro (1), come noto, fornisce ai commi 1 e 3 dell'art. 3 la definizione di «handicap», ma, al di là della semplice enunciazione, non offre nessuna indicazione metodologica di carattere valutativo. 
 
Si fa riferimento a un presupposto concettuale che distingue fra:
menomazione: qualsiasi perdita o anormalità afferente a strutture o funzioni psicologiche, fìsiologiche o anatomiche;
disabilità: ogni limitazione o perdita della capacità di compiere un'attività nel modo o nell'ampiezza considerati normali per un essere umano;
handicap: condizione di svantaggio conseguente a menomazione e/o disabilità che limita o impedisce l'adempimento del ruolo normale da parte di un soggetto in relazione all'età, sesso, fattori socio-culturali.
 
La legge 104/92, nel riordinare in senso generale l'assistenza, ha posto al centro del progetto il recupero non solo funzionale ma anche sociale della persona handicappata. 
Recupero che vede come perno l'integrazione nella famiglia e nella scuola ma anche e soprattutto l'integrazione nel lavoro. 
 
Per ottenere questi risultati viene operata una valorizzazione delle capacità residue generali e delle potenzialità lavorative rimanenti tanto che, all'articolo 19, la legge 104 stabilisce che, ai fini dell'avviamento al lavoro, la valutazione della persona handicappata deve tener conto della capacità lavorativa e relazionale dell'individuo e non solo della minorazione fisica e psichica. 
 
Si pone, dunque, come punto di partenza per l'inserimento del soggetto invalido, l'oggettiva validità residua del soggetto stesso che deve trovare esplicazione in un programma di integrazione nel mondo del lavoro attraverso tutta una serie di strumenti fra i quali ci pare di particolare importanza (e di cui andrebbe maggiormente richiesta la realizzazione) la previsione di incentivi, agevolazioni ecc. ai datori di lavoro affinché adattino il posto di lavoro alle caratteristiche della persona handicappata, in accordo con quanto peraltro stabilito dal d.lgs. 626/94 (2) che parla di rispetto dell'ergonomia. 
La prima versione dell'ICIDH (3) redatta dall'OMS nel 1980 introduceva per l'handicap le seguenti valutazioni: 
 
  • handicap dell'orientamento; 
  • handicap dell'indipendenza; 
  • handicap della mobilità; 
  • handicap occupazionale; 
  • handicap dell'integrazione sociale; 
  • handicap dell'indipendenza economica. 
  •  
    Non dobbiamo dimenticare che si trattava di una classificazione che interessava anche le menomazioni e le disabilità e dunque prevedeva diversi assi che sono riassunti nella tavola 1. 
     
    TAVOLA 1. LA CLASSIFICAZIONE DELL'OMS DEL 1980 
    Categorie di menomazioni
    Categorie di disabilità
    Classificazione degli handicap
    Menomazioni della capacità intellettiva
    Disabilità nel comportamento Disabilità nella comunicazione
    Handicap nell'orientamento 
    Handicap nell'indipendenza
    Altre menomazioni psicologiche Menomazioni del linguaggio
    Disabilità nella cura della propria persona
    Handicap nella mobilità  
    Handicap occupazionali
    Menomazioni auricolari 
    Menomazioni oculari 
    Menomazioni viscerali 
    Menomazioni scheletriche
    Disabilità locomotorie 
    Disabilità dovute all'assetto corporeo    
    Disabilità nella destrezza
    Handicap nell'integrazione sociale  
    Handicap nell'autosufficienza economica
    Menomazioni deturpanti
    Disabilità circostanziali
    Altri handicap
    Menomazioni generalizzate, sensoriali e/o di altro tipo
    Disabilità in particolari attitudini 
    Altre limitazioni dell'attività
     
     
    Inoltre proponeva varie scale di gravità, cui faceva riscontro un approccio riabilitativo che aveva come finalità e obiettivi: 
  • la prevenzione (quando l'individuo svolge l'attività in questione senza alcun problema, cioè come un normodotato); 
  • il potenziamento (quando è necessario migliorare la qualità della prestazione che viene svolta, sia pure con difficoltà); 
  • il supporto (quando è necessario l'utilizzo di un ausilio tecnico, per permettere il compito autonomamente); 
  • la sostituzione (quando l'attività è svolta da altra persona). 
  •  
    Nel 1999 l'OMS ha pubblicato la revisione di tale Classificazione (4) con lo scopo di offrire un quadro di riferimento per le «conseguenze delle condizioni di salute» valutando qualsiasi disturbo in termini di modificazione funzionale associata a condizioni di salute a livello del corpo, della persona e della società. 
     
    L'ICDH-2 ha eliminato i termini disabilità e handicap che presentano una valenza negativa introducendo una terminologia più neutrale con riferimento all'attività e non più alla disabilità, alla partecipazione e non più all'handicap; viene quindi introdotto al posto del termine disabilità quello di «activities» e si sottolinea che esso fa riferimento non a ciò che è potenziale ma a quanto effettivamente realizzato dalla persona nella vita quotidiana. 
    Al posto del termine handicap si introduce quello di partecipazione, individuando così un concetto per cui ambienti diversi avranno un impatto diverso sulla persona in difficoltà. 
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    (1) Legge 104/92 «Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate» 
    (2) Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE e 99/92/CE riguardanti i  miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro. 
    (3) International Classification of Impairments Disabilities and Handicaps (ICIDH-1). 
    (4)  ICIDH-2, International Classification of Functioning Disability and Healtli. 
     
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