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La legge 104/92, nel riordinare in senso generale l'assistenza, ha posto al centro del progetto il recupero non solo funzionale ma anche sociale della persona handicappata.
Recupero che vede come perno l'integrazione nella famiglia e nella scuola ma anche e soprattutto l'integrazione nel lavoro.
Per ottenere questi risultati viene operata una valorizzazione delle capacità residue generali e delle potenzialità lavorative rimanenti tanto che, all'articolo 19, la legge 104 stabilisce che, ai fini dell'avviamento al lavoro, la valutazione della persona handicappata deve tener conto della capacità lavorativa e relazionale dell'individuo e non solo della minorazione fisica e psichica.
Si pone, dunque, come punto di partenza per l'inserimento del soggetto invalido, l'oggettiva validità residua del soggetto stesso che deve trovare esplicazione in un programma di integrazione nel mondo del lavoro attraverso tutta una serie di strumenti fra i quali ci pare di particolare importanza (e di cui andrebbe maggiormente richiesta la realizzazione) la previsione di incentivi, agevolazioni ecc. ai datori di lavoro affinché adattino il posto di lavoro alle caratteristiche della persona handicappata, in accordo con quanto peraltro stabilito dal d.lgs. 626/94 (2) che parla di rispetto dell'ergonomia.
La prima versione dell'ICIDH (3) redatta dall'OMS nel 1980 introduceva per l'handicap le seguenti valutazioni:
Non dobbiamo dimenticare che si trattava di una classificazione che interessava anche le menomazioni e le disabilità e dunque prevedeva diversi assi che sono riassunti nella tavola 1.
TAVOLA 1. LA CLASSIFICAZIONE DELL'OMS DEL 1980
Inoltre proponeva varie scale di gravità, cui faceva riscontro un approccio riabilitativo che aveva come finalità e obiettivi:
Nel 1999 l'OMS ha pubblicato la revisione di tale Classificazione (4) con lo scopo di offrire un quadro di riferimento per le «conseguenze delle condizioni di salute» valutando qualsiasi disturbo in termini di modificazione funzionale associata a condizioni di salute a livello del corpo, della persona e della società.
L'ICDH-2 ha eliminato i termini disabilità e handicap che presentano una valenza negativa introducendo una terminologia più neutrale con riferimento all'attività e non più alla disabilità, alla partecipazione e non più all'handicap; viene quindi introdotto al posto del termine disabilità quello di «activities» e si sottolinea che esso fa riferimento non a ciò che è potenziale ma a quanto effettivamente realizzato dalla persona nella vita quotidiana.
Al posto del termine handicap si introduce quello di partecipazione, individuando così un concetto per cui ambienti diversi avranno un impatto diverso sulla persona in difficoltà.
(1) Legge 104/92 «Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate»
(2) Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE e 99/92/CE riguardanti i miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro.
(3) International Classification of Impairments Disabilities and Handicaps (ICIDH-1).
(4) ICIDH-2, International Classification of Functioning Disability and Healtli.
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Le indicazioni che troverete tra queste pagine vengono fornite al solo scopo informativo e non possono sostituire la consulenza di un medico. Ricordate che l'autodiagnosi e l'autoterapia possono essere pericolose. E' possibile rintracciare dei centri dove con breve attesa e pagando un ticket si può essere visitati. Anche il vostro medico di famiglia potrà esservi di aiuto.
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