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Speciale: Vaccinazioni
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Il vaccino antinfluenzale
La vaccinazione offre una protezione di circa il 50-75% delle persone vaccinate, chi comunque si ammala la malattia si presenta in forma meno grave. Oltre a ridurre i casi di malattia la vaccinazione riduce notevolmente la mortalità associata all’influenza. L’immunità che conferisce il vaccino dura 6-12 mesi pertanto è necessario ripetere ogni anno la vaccinazione. La vaccinazione raggiunge la massima efficacia dopo circa 4 settimane dall’inoculazione. I virus che causano l’influenza cambiano praticamente ogni anno pertanto non esiste un vaccino definitivo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità fissa ogni anno la composizione del vaccino.
Sulla base dei riscontri epidemiologici e sierologici riguardanti la circolazione dei virus influenzali nella passata stagione, ottenuti grazie alla rete di sorveglianza ed il controllo dell’influenza, che si estende in 82 paesi del mondo, Italia compresa, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda che il vaccino antinfluenzale da utilizzare per la prossima campagna 2004-2005 nell’emisfero settentrionale, sia un vaccino trivalente contenete i seguenti antigeni:
antigene analogo al ceppo A/Nuova Caledonia/20/99 (H1N1)
antigene analogo al ceppo A/Fujian/411/2002 (*1) (H3N2)
antigene analogo al ceppo B/Shanghai/361/2002 (*2)
(*1) il ceppo usato per la produzione di vaccino è A/Wyoming/3/2003; è ugualmente disponibile il ceppo A/Kumamoto/102/2002.
(*2) i ceppi B/Shanghai/361/2002 e B/Jiangsu/10/2003 figurano tra i virus vaccini potenziali.
Le quantità antigeniche standardizzate per ciascun ceppo vaccinale dovranno, come stabilito dal Gruppo ad hoc sulla Biotecnica della Farmacologia della Commissione dell’Unione Europea, contenente una quantità di emoagglutinina pari a 15 microgrammi per ceppo e per dose antinfluenzale, con limite fiduciario del 95% non inferiore a 12 microgrammi.
dott. Cesare Augusto De Silvestri.
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