La vaccinazione contro morbillo, rosolia e parotite

Vaccinazione contro il morbillo, la rosolia e la parotite. Spiegazioni e informazioni

Cos'è il morbillo?

Il morbillo è una malattia infettiva molto contagiosa, causata da un virus che si trasmette attraverso le secrezioni di naso e gola.

E caratterizzato da febbre alta, tosse, congiuntivite, e da una caratteristica eruzione della pelle che dal viso si estende a tutto il corpo. La febbre dura circa una settimana, l'eruzione 3-5 giorni. Il morbillo può avere delle complicazioni importanti: otite in circa un caso su 10, polmonite in circa 1 caso su 20, encefalite acuta in 1 caso su 1.000/2.000.

Altre complicanze includono la diarrea, le convulsioni, la bronchite e la riduzione delle piastrine (trombocitopenia). Alcune complicanze, in particolare quelle respiratorie e neurologiche possono anche essere mortali. Inoltre, l'encefalite acuta causa danni permanenti (sordità, ritardo mentale) nel 20-30% dei sopravvissuti. Non esiste una terapia specifica contro il morbillo.

Cos'è la rosolia?

La rosolia è causata da un virus che si trasmette da persona a persona attraverso le secrezioni di naso e gola. E caratterizzata da febbre lieve, gonfiore dei linfonodi, soprattutto quelli della nuca, e da una eruzione della pelle che interessa tutto il corpo e può anche passare inosservata.

Talvolta, soprattutto nelle donne adulte, può causare dolore e gonfiore delle articolazioni. Un'altra possibile complicanza è la trombocitopenia. Il pericolo principale della rosolia, però, si verifica quando una donna prende l'infezione durante la gravidanza.

Il virus infatti è molto pericoloso per il feto e può causare sia l'aborto che la nascita di un bambino con gravi malformazioni (per esempio, sordità, ritardo mentale, problemi visivi e cardiopatie congenite). Non esiste terapia specifica contro la rosolia.

Cos'è la parotite?

La parotite epidemica (orecchioni) è causata da un virus che si trasmette attraverso le secrezioni di naso e gola. Di solito si manifesta con un gonfiore della guancia causato dalla tumefazione della ghiandola parotide e con febbre lieve. Il gonfiore può interessare contemporaneamente i due lati del viso, un solo lato, oppure prima uno e poi l'altro.

La parotite può causare meningite in circa 1 caso su 200. Inoltre, il 20-30% dei maschi che hanno la parotite dopo la pubertà hanno un'infiammazione dei testicoli (orchite) che può causare sterilità.

Non esiste terapia specifica contro la parotite.

Quanto sono frequenti morbillo, rosolia e parotite in Italia?

La percentuale di bambini vaccinati è aumentata negli ultimi anni ma non è ancora ottimale; per questo morbillo, parotite e rosolia sono tutt'oggi malattie frequenti. Negli anni immediatamente precedenti all'introduzione della vaccinazione, venivano notificati in media 74.000 casi di morbillo per anno.

Dall'introduzione della vaccinazione, il numero di casi notificati è progressivamente diminuito; nel 2002-2003, tuttavia, si è verifìcata una nuova epidemia. Nell'arco dei due anni considerati, l'epidemia ha comportato più di 5000 ricoveri con circa 600 diagnosi di polmonite, 140 diagnosi di encefalite e quattro decessi.

In Italia quindi si continuano a verificare gravi complicanze e decessi causati da una malattia facilmente prevenibile. Per sconfìggere questa malattia, è attualmente in corso un Piano Nazionale per vaccinare adeguatamente sia i bambini nel secondo anno di vita, che i bambini e ragazzi più grandi non vaccinati in precedenza.

L'obiettivo è quello di eliminare il morbillo in Italia entro il 2007. Anche il numero di casi notificati di rosolia è progressivamente diminuito dall'introduzione della vaccinazione. Negli anni '70, infatti, venivano segnalati ogni anno circa 16.000 casi di rosolia, mentre dal 2000 al 2004 in media sono stati registrati 3.000 casi per anno.

Tuttavia, ancora oggi si verificano casi di infezione in gravidanza che esitano in aborto, morte in utero e nati con sindrome da rosolia congenita. Per quanto riguarda la parotite invece, fino a tutti gli anni '90 si sono verifìcate epidemie ogni 2-4 anni, con un picco di oltre 40.000 casi notificati nel 1999.

Grazie all'aumento della percentuale di bambini vaccinati, nel 2003 e 2004 si è toccato il minimo storico di casi segnalati, con circa 2.000 casi per anno.

Che vaccino si usa?

I vaccini contro il morbillo, la rosolia e la parotite epidemica sono costituiti da virus vivi inattivati, e vengono somministrati per iniezione sottocutanea. Attualmente, viene utilizzato un vaccino contro tutte e tre le malattie (vaccino trivalente MPR), per tutti i bambini a partire dai 12 mesi d'età.

Perché si effettuata a partire dai 12 mesi?

La maggior parte dei neonati è protetto per i primi mesi di vita dagli anticorpi materni. Questi interferiscono con la vaccinazione, rendendola inefficace. A 12 mesi d'età tutti i bambini non hanno più anticorpi materni e possono essere vaccinati in modo efficace.

Perché è raccomandata nei bambini?

Di solito nei bambini la rosolia è una malattia lieve. Il problema principale della rosolia è l'effetto della malattia se contratta durante la gravidanza. Se una donna contrae l'infezione durante il primo trimestre di gravidanza, il virus può infettare il feto causando l'aborto o gravi malformazioni come cecità, sordità o ritardo mentale.

Queste manifestazioni vengono di solito indicate come rosolia congenita. La vaccinazione di tutti i bambini contro la rosolia ha lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella popolazione generale, proteggendo indirettamente anche le donne in gravidanza.

Quali sono i rischi della vaccinazione?

La vaccinazione antimorbillo-rosolia-parotite può causare a distanza di 7-10 giorni febbre e talvolta una leggera eruzione cutanea. Raramente può essere associata a convulsioni febbrili, che guariscono spontaneamente e non lasciano esiti.

Ancora più raramente la vaccinazione MPR può essere associata ad una transitoria diminuzione delle piastrine presenti nel sangue.

In quali casi non può essere eseguita?

Come per le altre vaccinazioni, in caso di reazioni allergiche gravi ad una somministrazione di vaccino, le dosi successive non vanno eseguite. La vaccinazione è controindicata anche in caso di reazione allergica grave ad un componente del vaccino e nelle persone con deficit del sistema immunitario e durante la gravidanza.

La vaccinazione va rimandata in caso di malattia acuta importante o in caso di effettuazione di alcune terapie immunosoppressive. Vanno prese particolari precauzioni nelle persone con tubercolosi, oppure che abbiano effettuato di recente terapie con immunoglobuline, o che abbiano avuto una diminuzione delle piastrine dopo una precedente dose di MPR.

Comune di Roma - Assessorato alle Politiche di Promozione dell'Infanzia e della Famiglia - Dipartimento XVI

Pagina aggiornata il 31/5/2006

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