Vaccinazioni, quando vaccinare il bambino


Le vaccinazioni vanno eseguite nel rispetto del calendario previsto dal Ministero della Salute.

La maggior parte delle vaccinazioni richiede la somministrazione di più dosi per ottenere una protezione adeguata contro la malattia che si vuole prevenire; quindi è importante non ritardare e non dimenticare nessuna delle dosi previste.

La prima dose dei vaccini antidifterite, tetano, pertosse, polio, epatite B ed Hib viene somministrata durante il terzo mese di vita (cioè a partire dai 2 mesi compiuti).

Le dosi successive vengono effettuate nel 5° e 11°-13° mese. Inoltre a partire dal 12° mese di vita, vengono somministrati i vaccini contro morbillo, parotite e rosolia, mentre per le vaccinazioni antidifterite, tetano, pertosse e polio sono previsti ulteriori dosi di richiamo in età successive.

Effettuare contemporaneamente più vaccini per differenti malattie aumenta il rischio di effetti collaterali?

No, i vaccini vengono autorizzati per essere usati contemporaneamente soltanto quando si sono dimostrati sicuri ed efficaci quando somministrati assieme. Prima che essi vengano approvati dagli organismi nazionali di controllo dei diversi Paesi vengono effettuate numerose prove di sicurezza e di efficacia.

Gli studi scientifici hanno dimostrato che non c'è un aumento di rischio di effetti collaterali quando si somministrano più vaccini nello stesso momento.

Attualmente, la maggior parte delle vaccinazioni vengono somministrate in forma combinata; questo significa che due o più vaccini sono contenuti nella stessa fiala ed in questo modo il suo bambino riceverà un minore numero di iniezioni. In particolare dal 1999 sono stati introdotti in commercio numerosi prodotti combinati a quattro o più componenti.

I prodotti maggiormente utilizzati in Italia nei nuovi nati sono oggi gli esavalenti, che combinano tutti i vaccini previsti nel primo anno di vita (pertosse, tetano, difterite, Hib, IPV ed HBV).

Cosa può accadere se un bambino non viene vaccinato?

Possono accadere tre cose:

  • Se il bambino non viene mai a contatto con il germe che causa la malattia, non succederà nulla.
  • Se il bambino viene a contatto con il germe che causa la malattia, avrà elevate probabilità di ammalarsi. Se si ammala, correrà il rischio di andare incontro a pericolose complicanze.
  • Se il bambino si ammala, potrà trasmettere la malattia ad altri bambini non protetti. Questo potrà causare un'epidemia, con molti bambini malati.


Quante probabilità ci sono che un bambino non vaccinato venga a contatto con una delle malattie prevenibili con la vaccinazione?

Alcune delle malattie prevenibili con la vaccinazione, come la rosolia e il morbillo, si verifìcano ancora in Italia perché la percentuale di bambini vaccinati è stata negli anni passati scarsa. Quindi le probabilità che un bambino non vaccinato venga in contatto con queste malattie sono elevate.

Altre malattie, come la difterite e la poliomielite, grazie alle vaccinazioni sono invece ormai rarissime o sono state eliminate nel nostro paese.

Tuttavia queste malattie, che erano molto frequenti in Italia prima della vaccinazione, esistono ancora in altre parti del mondo ed è possibile incontrarle nel corso della propria vita.

In quali casi la vaccinazione non deve essere eseguita?

I vaccini, come tutti i farmaci, presentano delle controindicazioni; tuttavia occorre precisare che le vere controindicazioni alla vaccinazione sono pochissime e sono riportate nelle sezioni dedicate ai singoli vaccini. In generale, una reazione allergica grave (anafilassi) dopo la somministrazione di una precedente dose di vaccino controindica la somministrazione di dosi successive di quel vaccino.

Inoltre, la vaccinazione con un determinato vaccino è controindicata in caso di reazione allergica grave (anafìlassi) ad un componente di quel vaccino. In alcune situazioni invece la vaccinazione è controindicata solo temporaneamente e va semplicemente rimandata, per esempio in caso di una malattia acuta importante, per esempio un'influenza con febbre alta (> 38°C).

È vero che la vaccinazione non può essere eseguita se il bambino ha il raffreddore?

No, non è necessario rinviare la vaccinazione in questo caso, né in presenza di altre malattie o sintomi lievi, come per esempio la tosse. Esistono numerose altre situazioni che non controindicano la somministrazione delle vaccinazioni (false controindicazioni).

Per esempio: reazione locale lieve o febbre lieve dopo una precedente dose del vaccino, pregresse convulsioni febbrili o storia familiare di convulsioni, terapia antibiotica in corso, prematurità, gravidanza della mamma, fratelli o altri familiari non vaccinati, allergie a sostanze non contenute nei vaccini.

È bene ricordarsi che un rinvio ingiustificato di una vaccinazione può invece esporre il bambino al rischio di contrarre la malattia. Comune di Roma - Assessorato alle Politiche di Promozione dell'Infanzia e della Famiglia - Dipartimento XVI

Pagina aggiornata il 31/5/2006

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