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di Gabriella Pacini 
 
Anche la capacità di deglutizione e masticazione o comunque l’accettazione di  alimenti che hanno una consistenza diversa dal latte è legata allo sviluppo di tuo figlio e al suo grado di maturazione. 
 
In particolare deve aver perso il “riflesso di estrusione” che fa si che spinga fuori con la lingua tutto quello che non è liquido e che ha in bocca:è un riflesso di protezione, aiuta il bambino che è troppo piccolo per deglutire solidi a difendersi da quello che accidentalmente finisce in bocca.  
 
Anche  la postura è importante, osserva se sa stare seduto da solo, solo allora sarà pronto.  
Ci sono bambini che posticipano un poco (rispetto alle nostre aspettative) le pappe ma poi mangiano con gran gusto direttamente piccoli pezzetti senza bisogno di frullarli, altri che mostrano precocemente interesse per il cibo degli adulti  ma attenzione a non confondere una semplice curiosità  con un reale interesse ad assaggiare qualcosa e ha cominciare a nutrirsi anche con altri alimenti. 
 
Il bambino deve essere in grado di mostrare quando vuole mangiare, aprendo la bocca e si girandosi verso il cucchiaio, o al contrario essere in grado di rifiutare il cibo e chiudere la bocca e girare la testa allontanandosi. Culturalmente siamo stati educati ad ignorare questi segnali e insistere ma questo atteggiamento può essere all’origine di futuri disturbi alimentari. 
 
Con quali cibi è meglio cominciare? 
Sia l’Accademia Americana di Pediatria AAP che l’Organizzazione Mondiale della Sanità non danno indicazioni dettagliate sul tipo di alimento da somministrare per iniziare lo svezzamento. In alcuni paesi si usa la frutta, in altri i cereali o la verdura. Non ci sono indicazioni neanche sulla quantità che dipendono dal peso del bambino, dal suo ritmo di crescita e da quanto si muove durante il giorno.  
 
Malgrado questo ogni mamma si è trovata con in mano ricette incredibilmente dettagliate sulla qualità e quantità dell’alimento, del tipo: 50gr di bieta, 40gr di carota, 20gr di pastina n°00 ecc… sono spesso raccomandazioni che si contraddicono tra un pediatra e l’altro. Come orientarsi ? 
 
Dopo il 6 mese non è più necessaria una attenta selezione degli alimenti ma il nostro bambino potrà assaggiare la maggior parte dei cibi. Se scegliamo alimenti già preparati leggere attentamente le etichette dei prodotti, è necessario diventare un po’ esperti e non accontentarsi del fatto che siano alimenti studiati per i bambini. In particolare evitare alimenti che contengano conservanti o coloranti e fare attenzione ad alcuni dettagli che però hanno la loro importanza: l’ omogeneizzato di mela non assomiglia alla mela fresca grattugiata, che è più saporita e acidula, quali sapori vogliamo che impari ad apprezzare? 
 
Introdurre un alimento alla volta: la gradualità è una precauzione utile per evidenziare eventuali intolleranze alimentari , e utilizzare preferibilmente alimenti biologici. Dunque un cucchiaino come primo assaggio e aspettare qualche giorno per introdurre un alimenti diverso. Sempre per minimizzare il rischio di sviluppare intolleranze porre maggiori attenzione nell’evitare cibi ai quali sono già allergici alcuni componenti della famiglia: se i fratelli o il papà ad esempio sono allergici al pomodoro, possiamo scegliere di introdurlo più tardi nella dieta. 
 
Abbiamo detto che lo svezzamento è influenzato dalla tradizione e dalla cultura. E in Italia ? Nonne e pediatri raccomandano il classico brodo di verdure. Preparato con verdure fresche, un po’ d’olio di oliva extravergine (da noi è un cult ma ad esempio viene controindicato in Germania sotto l’anno di età) e un cucchiaino di parmigiano può essere un ottimo inizio a nuovi sapori.  
 
Ma con quali verdure cominciare? Bieda, zucchine, carote, patate, finocchi.. dipende anche dalla stagione dell’anno, se vogliamo proporre un alimento veramente fresco e poco manipolato. Per  evitare che assuma anche residui di sostanze chimiche utilizzati nell’agricoltura tradizionale  e sempre meglio scegliere un prodotto biologico. 
 
Non è necessario somministrare il cibo omogeneizzato, è una modalità che è stata introdotta negli anni sessanta per permette lo svezzamento precoce, dopo i sei mesi è sufficiente triturare il cibo o schiacciarlo con la forchetta. 
 
Evitare succhi di frutta industriali che contengono troppo zucchero e poca frutta, meglio fare un centrifugato fresco a casa. 
 
Le preferenze dei bambini 
Uno studio di diversi anni fa dimostrava che lasciando dei bambini liberi di scegliere quale alimento mangiare e in quale quantità, i bambini riuscivano a regolarsi in modo sorprendente.  
 
Vi erano grandi differenze tra un pasto e l’altro e capitava che assumessero lo stesso alimento per dei giorni, ma nel complesso l’esperimento dimostrò che  consumavano una dieta equilibrata nel lungo periodo. Contrariamente a quanto si pensa non è vero che i bambini preferiscano il dolce al salato. Sta a voi scoprire i gusti di vostro figlio e aiutarlo pian piano ad apprezzare i sapori più diversi. La nostra responsabilità sta nell’offrire una varietà di cibi sani. 
 
 
 
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Pagina aggiornata il 7/11/2009 
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