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Menopausa e osteoporosi: quale acqua bere? E' sempre consigliabile bere a volontà nell'arco della giornata, assecondando pienamente lo stimolo della sete, e comunque bevendo almeno un litro al giorno (ciò oltretutto favorisce una buona idratazione della pelle).
La gran parte delle acque potabili e delle acque minerali non hanno un contenuto di calcio particolarmente elevato.
Tuttavia ci sono acque minerali, disponibili anche nella grande distribuzione, che contengono oltre 300 mg /litro di calcio altamente assimilabile, come lo è quello contenuto nel latte. Scelte opportunamente, queste possono costituire un'importante integrazione dell'apporto giornaliero raccomandato di calcio, con il vantaggio di non dover assumere contemporaneamente anche grassi saturi, colesterolo, proteine animali e sodio, come avviene invece con il calcio di latte e derivati.
Non sono particolarmente consigliabili, invece, le acque oligominerali con quantità di calcio trascurabili (ciò per altro non protegge neppure dai calcoli renali: paradossalmente, è vero l'opposto) e le acque minerali ricche di sodio e di solfati, perché possono concorrere all'ipertensione (favorita dal sodio) e alla perdita di calcio con le urine (favorita sia dal sodio sia dai solfati).
La concentrazione di solfati nell'acqua potabile non dovrebbe superare i 250 mg/litro, e quella di sodio i 50 mg/litro: si consiglia di controllare l'etichetta dell'acqua minerale se la si usa abitualmente come acqua da tavola.
Meglio non eccedere con la gasatura, che può rendere il calcio meno assimilabile e ridurre non opportunamente il senso della sete. Infine è sempre raccomandabile scegliere un'acqua povera di nitrati (in alcune etichette espressi come ione nitrico o No3), potenzialmente dannosi.


