|
Scelte opportunamente, queste possono costituire un'importante integrazione dell'apporto giornaliero raccomandato di calcio, con il vantaggio di non dover assumere contemporaneamente anche grassi saturi, colesterolo, proteine animali e sodio, come avviene invece con il calcio di latte e derivati.
Non sono particolarmente consigliabili, invece, le acque oligominerali con quantità di calcio trascurabili (ciò per altro non protegge neppure dai calcoli renali: paradossalmente, è vero l'opposto) e le acque minerali ricche di sodio e di solfati, perché possono concorrere all'ipertensione (favorita dal sodio) e alla perdita di calcio con le urine (favorita sia dal sodio sia dai solfati).
La concentrazione di solfati nell'acqua potabile non dovrebbe superare i 250 mg/litro, e quella di sodio i 50 mg/litro: si consiglia di controllare l'etichetta dell'acqua minerale se la si usa abitualmente come acqua da tavola.
Meglio non eccedere con la gasatura, che può rendere il calcio meno assimilabile e ridurre non opportunamente il senso della sete.
Infine è sempre raccomandabile scegliere un'acqua povera di nitrati (in alcune etichette espressi come ione nitrico o No3), potenzialmente dannosi.
|