Bufala, quasi sempre priva di diossina
Ebbene, dalla prima tranche di analisi condotte nelle province di Napoli, Caserta e Avellino su 271 campioni di latte provenienti da 646 diversi allevamenti, e prelevati in 173 caseifici, "sono risultati conformi 232 campioni, pari all'85,6 per cento". Mentre "39 campioni (pari al 14,4 per cento) sono risultati non rispondenti ai limiti cautelativi, fissati in via provvisoria dal piano concordato con le autorità comunitarie".
Ciò, rilevano i due ministeri in una nota, "ha permesso di individuare 102 allevamenti potenzialmente contaminati, che sono stati già posti sotto sequestro sanitario". Non solo. Nella seconda fase del piano di campionamento, che ha interessato le province di Salerno e Benevento, "sono stati prelevati 116 campioni di latte da 67 diversi caseifici, interessando 313 allevamenti.
Tutti i campioni analizzati sono risultati conformi. Ciò ha confermato che tali province non sono state interessate dal fenomeno della contaminazione da diossina".
Per questa ragione Turco e De Castro evidenziano che "il 'problema diossina' esiste in modo circoscritto e comunque in misura ridotta rispetto a qualche anno fa, quando i riflettori dei mass-media, della comunità nazionale e internazionale, non erano puntati sulla Regione Campania, attirati dall'emergenza rifiuti urbani".

