• Ultimo Aggiornamento: Giovedì 24 Maggio 2012, 00:52:48

UE: eccessiva la pubblicità delle merendine

La commissione Europea rimprovera le aziende che rivolgono ai ragazzini le proprie pubblicità  di snack e patatine e le accusa di non attuare strategie consone alla gestione etica dell'impresa

Durante la tre giorni a Barcellona del forum internazionale per l'industria degli snack (Snackex), Robert Madelin, direttore della Direzione Generale Salute e tutela dei consumatori della Commissione Europea, ha sottolineato l'importanza di un impegno "strategico e non difensivo" dell'industria alimentare nei confronti dei bambini, definendo la pubblicità  che si rivolge agli under 12 un "comportamento aziendale rischioso", in antitesi all'impegno di quelle imprese che hanno realizzato o stanno realizzando iniziative nelle aree di applicazione della Responsabilità  Sociale d'Impresa.

In proposito, i principali obiettivi da raggiungere, definiti nel programma d'azione dell'UE nel settore della sanità  pubblica (2003-2008), consistono in una maggiore consapevolezza e nel miglioramento delle abitudini alimentari senza trascurare la promozione all'attività fisica quotidiana.

Una delle iniziative già  in atto è la piattaforma d'azione europea per l'alimentazione, l'attività  fisica e la salute, che riunisce i principali rappresentanti a livello europeo dei settori alimentazione, vendite al dettaglio, catering e pubblicità , delle associazioni di consumatori e delle ONG attive nel campo della sanità .

Comunque, tutti concordano: il consumo europeo di merendine e di snack è in continua crescita ed è stimolato da pubblicità  e messaggi che possono creare talvolta confusione.

In Italia, è di qualche settimana fa la polemica sulle merendine. L'annuncio di Federalimentare di eliminare dolci e merendine dai distributori delle scuole elementari e medie ha sollevato la protesta di Confida, l'Associazione italiana della distribuzione automatica che rilanciava: "non si risolve il problema dell'obesità  infantile togliendo le merendine a insegnanti e bidelli".

Ciò non toglie che l'educazione alimentare debba cominciare proprio dalle scuole materne e magari anche con qualche rinuncia da parte di insegnanti e bidelli; pur che serva da esempio ai più piccoli per non diventare "troppo grandi".

Link in argomento:
Dieta e controllo del peso
Diete dimagranti: miti e realtà delle diete veloci
L'alimentazione dei bambini, dal primo anno di vita all'adolescenza


Pagina pubblicata il 15 giugno 2007

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