Attivisti del "movimento per la vita" all´Ospedale Rummo, denuncia di Rifondazione Comunista
COMUNICATO
La segreteria provinciale del partito della Rifondazione Comunista di
Benevento denuncia la presenza di attivisti del "movimento per la vita"
che svolgono quotidianamente attività di propaganda antiabortista nel
reparto di ostetricia e ginecologia dell´ospedale "G. Rummo" di
Benevento.
Riteniamo illegittimo ed offensivo per la libertà femminile ed il
rispetto delle istituzioni che in un complesso ospedaliero pubblico sia
consentita o comunque tollerata una tale attività, in palese violazione
della legge 194/78. Non solo gli attivisti hanno accesso al reparto e
svolgono la loro attività propagandistica tutti i giorni negli orari di
apertura dell´ambulatorio in cui vengono effettuati gli interventi di
interruzione di gravidanza, ma il loro materiale è sempre presente nel
reparto. Inoltre è ipotizzabile che al gruppo di volontari sia stato
concesso addirittura uno spazio esclusivo nei locali dell´ospedale
indicato sui volantini come sede del movimento per la vita a Benevento.
Rendiamo noto di aver provveduto ad informare dei fatti il Direttore
generale dell´ospedale, Dott Rosario Lanzetta, con una lettera privata,
chiedendo un suo intervento risolutivo e dichiarandoci disposti anche
ad un incontro chiarificatore con lo stesso. Tuttavia non abbiamo
ricevuto nessuna risposta, né l´attività propagandistica all´ospedale è
cessata.
Consideriamo inaccettabile l´indifferenza con cui il responsabile
della struttura ha accolto la nostra segnalazione e le nostre richieste
di chiarimento. E´ intollerabile che un dirigente pubblico possa
ignorare la gravità di quanto accade nella struttura da lui diretta,
contraddicendo i principi costituzionali del nostro paese e gli
obbiettivi del suo mandato. Il rappresentante di un´istituzione
pubblica dovrebbe perseguire l´interesse di tutti i cittadini e le
cittadine, nel rispetto delle leggi dello Stato. Chiediamo pertanto che
il Direttore Lanzetta chiarisca definitivamente e pubblicamente le
motivazioni della sua scelta di non intervento e se ne assuma le
responsabilità.
Il nostro paese con la legge 194 ha riconosciuto il diritto all´
autodeterminazione della donna, ad una gravidanza libera e consapevole
ed alla tutela della sua salute e dignità. La scelta di un interruzione
di gravidanza non è mai semplice, per questo la legge ha previsto il
diritto per le richiedenti di essere assistite dal punto di vista
medico e psicologico, da personale qualificato e nelle strutture
pubbliche predisposte, come i consultori.
Nella nostra città invece le risorse pubbliche destinate alla tutela
della salute femminile sono scarse e l´attenzione delle istituzioni
carente.
Per questa ragione lanciamo un appello alle forse politiche e sociali
del nostro territorio, ai media e alle istituzioni affinché possa
essere avviata una discussione pubblica sul tema della laicità dello
stato e delle libertà femminili.
Benevento 23 gennaio 2008
COMUNICATO
La segreteria provinciale del partito della Rifondazione Comunista di
Benevento denuncia la presenza di attivisti del "movimento per la vita"
che svolgono quotidianamente attività di propaganda antiabortista nel
reparto di ostetricia e ginecologia dell´ospedale "G. Rummo" di
Benevento.
Riteniamo illegittimo ed offensivo per la libertà femminile ed il
rispetto delle istituzioni che in un complesso ospedaliero pubblico sia
consentita o comunque tollerata una tale attività, in palese violazione
della legge 194/78. Non solo gli attivisti hanno accesso al reparto e
svolgono la loro attività propagandistica tutti i giorni negli orari di
apertura dell´ambulatorio in cui vengono effettuati gli interventi di
interruzione di gravidanza, ma il loro materiale è sempre presente nel
reparto. Inoltre è ipotizzabile che al gruppo di volontari sia stato
concesso addirittura uno spazio esclusivo nei locali dell´ospedale
indicato sui volantini come sede del movimento per la vita a Benevento.
Rendiamo noto di aver provveduto ad informare dei fatti il Direttore
generale dell´ospedale, Dott Rosario Lanzetta, con una lettera privata,
chiedendo un suo intervento risolutivo e dichiarandoci disposti anche
ad un incontro chiarificatore con lo stesso. Tuttavia non abbiamo
ricevuto nessuna risposta, né l´attività propagandistica all´ospedale è
cessata.
Consideriamo inaccettabile l´indifferenza con cui il responsabile
della struttura ha accolto la nostra segnalazione e le nostre richieste
di chiarimento. E´ intollerabile che un dirigente pubblico possa
ignorare la gravità di quanto accade nella struttura da lui diretta,
contraddicendo i principi costituzionali del nostro paese e gli
obbiettivi del suo mandato. Il rappresentante di un´istituzione
pubblica dovrebbe perseguire l´interesse di tutti i cittadini e le
cittadine, nel rispetto delle leggi dello Stato. Chiediamo pertanto che
il Direttore Lanzetta chiarisca definitivamente e pubblicamente le
motivazioni della sua scelta di non intervento e se ne assuma le
responsabilità.
Il nostro paese con la legge 194 ha riconosciuto il diritto all´
autodeterminazione della donna, ad una gravidanza libera e consapevole
ed alla tutela della sua salute e dignità. La scelta di un interruzione
di gravidanza non è mai semplice, per questo la legge ha previsto il
diritto per le richiedenti di essere assistite dal punto di vista
medico e psicologico, da personale qualificato e nelle strutture
pubbliche predisposte, come i consultori.
Nella nostra città invece le risorse pubbliche destinate alla tutela
della salute femminile sono scarse e l´attenzione delle istituzioni
carente.
Per questa ragione lanciamo un appello alle forse politiche e sociali
del nostro territorio, ai media e alle istituzioni affinché possa
essere avviata una discussione pubblica sul tema della laicità dello
stato e delle libertà femminili.
Benevento 23 gennaio 2008
Pagina pubblicata il 23 gennaio 2008
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