La legge 194 ha permesso un cambiamento sostanziale del fenomeno abortivo nel nostro Paese, nonostante la sua applicazione possa essere ulteriormente migliorata
Parola del ministro della Salute uscente, Livia Turco, che con queste parole commenta la Relazione annuale sull'attuazione della normativa sull'aborto, trasmessa ieri al Parlamento.
"Assumendo la piena applicazione della legge 194/1978 come priorità delle scelte di sanità pubblica - sottolinea la Turco - non si ravvisa la necessità di una sua modifica, ma viceversa si sottolinea la necessità di un rinnovato impegno programmatorio e operativo da parte di tutte le istituzioni competenti e delle operatrici e operatori dei servizi". Ecco dunque una serie di raccomandazioni alle Regioni per migliorare l'applicazione della normativa.
"Il dettato della legge - ribadisce infatti Turco - affida alle Istituzioni centrali e regionali il compito del governo del sistema. La relazione al Parlamento non intende essere un atto formale, ma lo strumento istituzionale per indirizzare coerentemente le scelte programmatorie di sanità pubblica, per correggere e risolvere le criticità, pianificare gli interventi più adeguati di prevenzione, raccomandare le procedure più appropriate in termini di maggiore tutela della salute della donna e di maggiore efficienza.
Come ministro della Salute ho dunque il compito di promuovere specifiche raccomandazioni alle Regioni su alcuni aspetti salienti". In particolare, "si raccomanda di adottare specifici interventi di prevenzione rivolti alle donne straniere, attraverso la formazione degli operatori socio-sanitari finalizzata ad approcci interculturali per la tutela della salute sessuale e riproduttiva; di organizzare i servizi per favorire l'accesso e il loro utilizzo; di promuovere una diffusa e capillare informazione per la popolazione immigrata".
Inoltre, "si raccomanda di promuovere il potenziamento dei consultori, quali servizi primari di prevenzione del fenomeno abortivo e di adottare misure idonee a ridurre ulteriormente la morbilità da Ivg e per il miglioramento dell'appropriatezza degli interventi, anche attraverso l'aggiornamento del personale, come previsto dall'articolo 15 della legge 194/78".
Parola del ministro della Salute uscente, Livia Turco, che con queste parole commenta la Relazione annuale sull'attuazione della normativa sull'aborto, trasmessa ieri al Parlamento.
"Assumendo la piena applicazione della legge 194/1978 come priorità delle scelte di sanità pubblica - sottolinea la Turco - non si ravvisa la necessità di una sua modifica, ma viceversa si sottolinea la necessità di un rinnovato impegno programmatorio e operativo da parte di tutte le istituzioni competenti e delle operatrici e operatori dei servizi". Ecco dunque una serie di raccomandazioni alle Regioni per migliorare l'applicazione della normativa.
"Il dettato della legge - ribadisce infatti Turco - affida alle Istituzioni centrali e regionali il compito del governo del sistema. La relazione al Parlamento non intende essere un atto formale, ma lo strumento istituzionale per indirizzare coerentemente le scelte programmatorie di sanità pubblica, per correggere e risolvere le criticità, pianificare gli interventi più adeguati di prevenzione, raccomandare le procedure più appropriate in termini di maggiore tutela della salute della donna e di maggiore efficienza.
Come ministro della Salute ho dunque il compito di promuovere specifiche raccomandazioni alle Regioni su alcuni aspetti salienti". In particolare, "si raccomanda di adottare specifici interventi di prevenzione rivolti alle donne straniere, attraverso la formazione degli operatori socio-sanitari finalizzata ad approcci interculturali per la tutela della salute sessuale e riproduttiva; di organizzare i servizi per favorire l'accesso e il loro utilizzo; di promuovere una diffusa e capillare informazione per la popolazione immigrata".
Inoltre, "si raccomanda di promuovere il potenziamento dei consultori, quali servizi primari di prevenzione del fenomeno abortivo e di adottare misure idonee a ridurre ulteriormente la morbilità da Ivg e per il miglioramento dell'appropriatezza degli interventi, anche attraverso l'aggiornamento del personale, come previsto dall'articolo 15 della legge 194/78".
Pagina pubblicata il 22 aprile 2008
21.37.00 Aborto Alimentazione e farmaci Allattamento Anche i primari timbrano Casa per il parto naturale nel giardino dell’osped... Chikungunya presente ma sorvegliato Diete Disabili Est Europa la culla della TBC resistente Faq sulla salute Gravidanza L'Italia spende poco contro il cancro La Community di Vita di Donna La Medicina Interna dalla parte della Donna Lavoro Linfonodo sentinella analizzato in un lampo Menopausa Peggiori le cure notturne? Promuovi anche tu la tua pagina Sanità Sanità pubblica Sbagliato risparmiare sul gel per ecografie Snami, uniformare i contratti regionali Women' health


