Si avvicina l'approvazione definitiva, anche in Italia, della pillola abortiva Ru486 anche se non è da escludere qualche ostacolo finale anche di natura economica.
Lo stesso Guido Rasi, direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco (AIFA), conferma che la registrazione, in questo caso, rappresenta un mutuo riconoscimento, essendoci già stato un via libera da parte dell'agenzia europea.
Due riunioni, una del comitato tecnico scientifico e l'altra consiglio di amministrazione dell'AIFA rappresentano i passaggi finali del procedimento. Exelgyn, azienda francese produttrice della pillola abortiva RU486 ha inviato il primo agosto scorso all'AIFA la documentazione sui prezzi del medicinale in vista di una trattativa sul prezzo.
"La prossima somministrazione della pillola Ru486 in Italia impone il dovere di informare correttamente le donne italiane che intenderanno farne uso - sottolinea Giorgia Meloni, ministro della Gioventù - si tratta "di un farmaco potenzialmente pericoloso per la loro salute, la cui vendita è stata autorizzata dall'agenzia farmaceutica in virtù di un accettabile rapporto costi-benefici purché il suo impiego sia coerente con la legge 194 e purché sia previsto esclusivamente in ambito ospedaliero.
Ciò vuol dire che si è ritenuto questo farmaco non più pericoloso della tecnica normalmente usata per gli aborti, ma sempre di aborto si tratta".
Lo stesso Guido Rasi, direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco (AIFA), conferma che la registrazione, in questo caso, rappresenta un mutuo riconoscimento, essendoci già stato un via libera da parte dell'agenzia europea.
Due riunioni, una del comitato tecnico scientifico e l'altra consiglio di amministrazione dell'AIFA rappresentano i passaggi finali del procedimento. Exelgyn, azienda francese produttrice della pillola abortiva RU486 ha inviato il primo agosto scorso all'AIFA la documentazione sui prezzi del medicinale in vista di una trattativa sul prezzo.
"La prossima somministrazione della pillola Ru486 in Italia impone il dovere di informare correttamente le donne italiane che intenderanno farne uso - sottolinea Giorgia Meloni, ministro della Gioventù - si tratta "di un farmaco potenzialmente pericoloso per la loro salute, la cui vendita è stata autorizzata dall'agenzia farmaceutica in virtù di un accettabile rapporto costi-benefici purché il suo impiego sia coerente con la legge 194 e purché sia previsto esclusivamente in ambito ospedaliero.
Ciò vuol dire che si è ritenuto questo farmaco non più pericoloso della tecnica normalmente usata per gli aborti, ma sempre di aborto si tratta".
Pagina pubblicata il 16 dicembre 2008
19.39.00 Aborto Alimentazione e farmaci Allattamento Diete Disabili Faq sulla salute Gravidanza I cardiologi a favore del Testamento I nuovi DRG al via dal 2009 Il Lazio stabilizzi i precari Infarto, sopravvivenza complicata L'ANAAO protesta in Europa La Community di Vita di Donna La Ru486 non trovi ostacoli Lavoro Menopausa Mifegyne (RU 486) Metodo farmacologico per l'interruzione precoce di gravidanza Morte improvvisa costosissimo dramma Ordine Roma, con specializzandi contro Inps Promuovi anche tu la tua pagina Sanità pubblica Specializzandi in protesta Sterilità, intervista a Carlo Flamigni Women' health


