Il ricorso al Tar della Lombardia contro il rifiuto della Regione di indicare un hospice dove interrompere il trattamento di idratazione e alimentazione artificiale che tiene in vita Eluana Englaro è solo l'ultimo rimedio per la famiglia della giovane lecchese in stato vegetativo permanente da 17 anni.
Ad assicurarlo è l'avvocato di Beppino Englaro, Vittorio Angiolini, che precisa: "Attendiamo fiduciosi la decisione della casa di cura Città di Udine". La speranza è che l'hospice friulano confermi la sua disponibilità ad accogliere Eluana per l'esecuzione del decreto della Corte d'appello di Milano che autorizza l'interruzione dei trattamenti che la tengono in vita.
Il ricorso, aggiunge Angiolini all'ADNKRONOS SALUTE, "non è la via preferita, perché il desiderio primo della famiglia è che l'attuazione del decreto avvenga senza obbligare nessuno. Sarebbe più consono". L'idea di impugnare il provvedimento con cui la Regione Lombardia si è rifiutata, in risposta a una diffida formale di Beppino Englaro, di indicare una struttura per eseguire la sentenza, resta.
In linea di principio, spiega ancora Angiolini, "dal momento che il paziente è in cura in Lombardia è chiaro che bisogna rivolgersi alla Lombardia per un'eventuale esecuzione coattiva della sentenza. Ed è altrettanto vero che la sede giudiziaria competente è il Tar". Ma questa via, ribadisce, verrà battuta dagli Englaro "solo se costretti dagli eventi".
Ad assicurarlo è l'avvocato di Beppino Englaro, Vittorio Angiolini, che precisa: "Attendiamo fiduciosi la decisione della casa di cura Città di Udine". La speranza è che l'hospice friulano confermi la sua disponibilità ad accogliere Eluana per l'esecuzione del decreto della Corte d'appello di Milano che autorizza l'interruzione dei trattamenti che la tengono in vita.
Il ricorso, aggiunge Angiolini all'ADNKRONOS SALUTE, "non è la via preferita, perché il desiderio primo della famiglia è che l'attuazione del decreto avvenga senza obbligare nessuno. Sarebbe più consono". L'idea di impugnare il provvedimento con cui la Regione Lombardia si è rifiutata, in risposta a una diffida formale di Beppino Englaro, di indicare una struttura per eseguire la sentenza, resta.
In linea di principio, spiega ancora Angiolini, "dal momento che il paziente è in cura in Lombardia è chiaro che bisogna rivolgersi alla Lombardia per un'eventuale esecuzione coattiva della sentenza. Ed è altrettanto vero che la sede giudiziaria competente è il Tar". Ma questa via, ribadisce, verrà battuta dagli Englaro "solo se costretti dagli eventi".
Pagina pubblicata il 08 gennaio 2009
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