Il Ministro Sacconi torna sul punto sul quale si stanno accentrando le discussioni in merito al testamento biologico
"Idratazione e alimentazione appartengono a quei diritti inalienabili della persona di cui parla l'articolo 2 della Carta costituzionale, solida base laica che dovrebbe ancora oggi riunire credenti e non credenti attorno al valore della vita quale fondamentale elemento di coesione sociale.
Si tratta quindi di un punto della legge che, come il relativo diritto, non appare negoziabile. Come del resto riconoscono anche alcuni autorevoli esponenti dello stesso Pd". Così il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, in merito al provvedimento sul testamento biologico in discussione in Commissione Sanità del Senato e in procinto di passare in Aula, dove il suo approdo è in programma per il 5 marzo.
"E' in atto una positiva evoluzione nel Partito democratico a proposito del diritto all'alimentazione e all'idratazione - sottolinea il ministro in una nota - che costituisce il contenuto più rilevante della nuova regolazione sulla fine di vita all'esame del Parlamento.
La posizione maggioritaria nel Pd riconosce infatti la tesi da sempre sostenuta da Governo e maggioranza: idratazione e alimentazione corrispondono a bisogni vitali della persona e non sono quindi terapie. Sembra peraltro permanere un incomprensibile salto logico per cui 'eccezionalmente', sulla base comunque di una volontà espressa dalla persona, sarebbe possibile interrompere acqua e cibo", scrive Sacconi riferendosi all'emendamento presentato oggi dal Pd al testo Calabrò, emendamento che prevede la sospensione di alimentazione e idratazione artificiali, pur definendole forme di sostegno vitale.
"E' ben vero che anche in base a questa tesi Eluana Englaronon avrebbe potuto essere condotta a morte perché il provvedimento giudiziario si è fondato su una volontà presunta e non espressa. Questo compromesso tuttavia corrisponde a un impossibile equilibrismo che conferma l'esigenza di una disciplina semplice, certa e logica", conclude il ministro.
"Idratazione e alimentazione appartengono a quei diritti inalienabili della persona di cui parla l'articolo 2 della Carta costituzionale, solida base laica che dovrebbe ancora oggi riunire credenti e non credenti attorno al valore della vita quale fondamentale elemento di coesione sociale.
Si tratta quindi di un punto della legge che, come il relativo diritto, non appare negoziabile. Come del resto riconoscono anche alcuni autorevoli esponenti dello stesso Pd". Così il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, in merito al provvedimento sul testamento biologico in discussione in Commissione Sanità del Senato e in procinto di passare in Aula, dove il suo approdo è in programma per il 5 marzo.
"E' in atto una positiva evoluzione nel Partito democratico a proposito del diritto all'alimentazione e all'idratazione - sottolinea il ministro in una nota - che costituisce il contenuto più rilevante della nuova regolazione sulla fine di vita all'esame del Parlamento.
La posizione maggioritaria nel Pd riconosce infatti la tesi da sempre sostenuta da Governo e maggioranza: idratazione e alimentazione corrispondono a bisogni vitali della persona e non sono quindi terapie. Sembra peraltro permanere un incomprensibile salto logico per cui 'eccezionalmente', sulla base comunque di una volontà espressa dalla persona, sarebbe possibile interrompere acqua e cibo", scrive Sacconi riferendosi all'emendamento presentato oggi dal Pd al testo Calabrò, emendamento che prevede la sospensione di alimentazione e idratazione artificiali, pur definendole forme di sostegno vitale.
"E' ben vero che anche in base a questa tesi Eluana Englaronon avrebbe potuto essere condotta a morte perché il provvedimento giudiziario si è fondato su una volontà presunta e non espressa. Questo compromesso tuttavia corrisponde a un impossibile equilibrismo che conferma l'esigenza di una disciplina semplice, certa e logica", conclude il ministro.
Pagina pubblicata il 23 febbraio 2009
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