Vitadidonna News: Le anomalie introdotte dalla legge 40
Questa normativa "penalizza le italiane - sottolinea Pasquale Patrizio, direttore del Centro della fertilità dell'Università di Yale, negli Usa - e ha effetti paradossali: sono in crescita i parti multipli nelle donne giovani (under 37) ed è aumentato il numero di cicli necessari per ottenere le stesse chance di successo, soprattutto nelle aspiranti mamme con più di 38 anni. Si tratta di un'anomalia che ci vede da soli fra tutti i Paesi occidentali e che costringe le donne ad un vero e proprio 'esilio riproduttivo'", spiega l'esperto. A un anno dall'entrata in vigore, il numero delle coppie che avevano varcato i confini nazionali era quasi triplicato (3.610) e a fine del 2006 era cresciuto ulteriormente (4.173).
"Il nostro obiettivo è partire dai dati e dal raffronto con altri Paesi per portare al legislatore elementi concreti in base a cui valutare l'impatto delle norme adottate", afferma Andrea Genazzani, direttore della cattedra di Ostetricia e ginecologia all'Università di Pisa e presidente del Congresso, occasione di confronto fra esperti italiani e stranieri su questi temi. "Stamattina - racconta ancora Genazzani - abbiamo attivato un collegamento in diretta con il Parlamento europeo per seguire la discussione sulle sfide della medicina riproduttiva in Europa. Un dibattito su cui, da esperti, possiamo portare un contributo determinante per indirizzare le scelte di politica sanitaria.
All'estero - prosegue - si utilizzano tecniche di selezione degli embrioni estremamente avanzate, tanto che le percentuali di successo, anche con l'impianto di uno solo, raggiungono il 50%. In Italia, invece, è vietato il congelamento degli embrioni". Un vantaggio, per gli specialisti, la legge comunque l'ha avuto.
"Unico aspetto positivo di questa norma - spiega Paolo Artini, segretario scientifico del Congresso e presidente della Società italiana di embriologia - è che ha spinto i nostri ricercatori ad affinare la ricerca sui gameti (spermatozoi e ovuli) e a sviluppare in particolare la vitrificazione degli ovociti.
Tecnica che mostra i primi incoraggianti risultati, su cui il resto del mondo guarda all'Italia come avamposto". Si potrebbe arrivare allo sviluppo di 'banche' di ovociti, sia eterologhe che omologhe, per preservare la fertilità. Le coppie sterili in Italia sono circa tre milioni: di queste, in circa il 35,4% dei casi è l'uomo a presentare il problema, nel 35,5% dei casi la causa è femminile, nel 15% di entrambi i partner e nel 13,2% è inspiegata.

