Fumo e stress, peggiora la salute del cuore delle donne
Sotto accusa sono il vizio del fumo, notoriamente più diffuso nel 'gentil sesso', e lo stress psicosociale provocato dal lavoro o dalle difficoltà della vita di tutti i giorni.
Parola di Francesco Romeo, direttore scuola di specializzazione in Cardiologia dell'università 'Tor Vergata' di Roma,che è intervenuto venerdì mattina nella Capitale alla conferenza di apertura del 68esimo congresso della Società italiana di cardiologia (Sic), in programma fino a martedì. Gli specialisti riuniti a convegno lanciano un allarme unanime: si presta troppa poca attenzione nei confronti delle pazienti donne, che vengono curate più tardi e meno degli uomini.
Lo 'spettro' numero uno per loro è infatti da sempre rappresentato dal cancro al seno o all'utero, "eppure - ha sottolineato Francesco Fedele, presidente della Sic - una donna su tre muore per malattie di cuore e arterie, mentre una su 25 decede per tumori". E se 10 anni fa solo un paziente con problemi cardiaci su cinque era di sesso femminile, oggi la proporzione è passata a una su due.
"In Italia i malati di serie A, però - continua Fedele - rimangono gli uomini sotto i 65 anni perchè la ricerca indirizza i propri sforzi soprattutto verso questa categoria. Ci sono poi i malati di serie B e persino C: sono le donne e gli anziani, specialmente al Sud".
Per tentare di fare una classifica dei maggiori fattori di rischio cardiovascolare 'in rosa' e avere un quadro più chiaro della situazione, è partita a ottobre l'indagine 'La donna di cuore', cui hanno aderito già tremila volontarie 'arruolate' presso alcune ipercoop italiane.
"Esami cardiologici gratuiti al supermercato, dunque - spiega Romeo - per raccogliere più dati possibile utili a inquadrare quali siano i peggiori nemici del gentil sesso: se il colesterolo alto, il diabete, l'obesità , il fumo o lo stress.
Da un'idea che ci siamo fatti, risulta però chiaro che questi ultimi due elementi sono i più importanti per le donne, che oltretutto dopo i 55 anni perdono la 'protezione' cardiovascolare degli ormoni estrogeni".
La ricerca, che intende coinvolgere in totale 10mila partecipanti, si concluderà a febbraio. Il consiglio degli specialisti è comunque quello di sottoporsi a uno screening cardiologico a partire dai 40 anni di età per le donne e dai 35 per gli uomini, "per ottenere - evidenzia Fedele- un quadro personalizzato del livello di rischio e comportarsi di conseguenza, anche se le regole di base rimangono alimentazione sana, movimento fisico e niente sigarette".

