Le donne che ricevono mammogrammi falsi positivi tendono ad effettuare più auto-esami del seno, ed hanno maggiori probabilità di aderire alle visite di controllo: benchè questi comportamenti superficialmente appaiano sani, l'ansia a lungo termine causata da un risultato falso positivi è negativa. Questo effetto permane per molti anni, e benchè lo stato d'ansia non sia tanto generalizzato da richiedere un intervento medico, si tratta di una conseguenza non necessaria di un'assistenza medica scadente. Fra l'altro, i falsi positivi comportano dei costi sanitari non indifferenti. E' possibile ridurne il numero in sicurezza: in caso di falso positivo, si può consigliare alla paziente di ripetere a breve l'esame, in modo da controllare se il secondo esame confermi la diagnosi di tumore, il che riduce lo stato d'ansia della paziente. Le decisioni legate allo screening dei tumori mammari rappresentano un complesso nodo di forze sociali, politiche ed economiche: non vi sono raccomandazioni semplici che si applichino a tutte le donne intorno ai 40 anni, ed è necessario ascoltare le pazienti e comunicare efficacemente sulle limitazioni e sui benefici dello screening effettuato con questi test imperfetti. (Ann Intern Med 2007; 146: 502-10 e 529-31)
Pagina pubblicata il 14 aprile 2007
19.07.00 Aborto Alimentazione e farmaci Allattamento Anziani, il Ministro Livia Turco presenta il proge... Coop Italia, il portale giornalistico sull'altra i... Diete Disabili Donne, nelle diete l'assunzione di calcio protegge... Emiparesi cronica: un aiuto dalla robotica Faq sulla salute Gravidanza Immigrazione, in Italia è donna Intramoenia anche per gli specializzandi La Community di Vita di Donna Lavoro Malformazioni fetali, l'omessa diagnosi prenatale mammogrammi Menopausa Oncologia Prevenzione, a Genova è caccia aperta agli aneuris... Promuovi anche tu la tua pagina Regioni al lavoro per rinnovo contratti settore Sanità pubblica Trapianto di cornea: nuove tecniche personalizzate... Women' health


