Ben 7,6 milioni di morti per cancro quest'anno in tutto il mondo e 12,3 milioni di casi. Ed è il tumore del polmone, killer per 975 mila uomini e 376 mila donne, a guidare questo bollettino di guerra, secondo l'American Cancer Society, che per mettere a punto il rapporto illustrato ieri ha utilizzato i dati dell'International Agency Research on cancer, 'braccio' dell'Organizzazione mondiale della sanità per l'oncologia.
Circa 20 mila persone al giorno muoiono di cancro nel mondo. Fra i fattori di rischio primeggia il fumo, largamente responsabile dell'aumento dei casi di tumore del polmone. Il fardello delle malattie neoplastiche grava sempre più pesante sui Paesi in via di sviluppo: è l'altra faccia della medaglia dell'allungamento della vita media e della diminuzione dei decessi per malattie infettive e della mortalità infantile.
Ma l'aumento dei casi di cancro nei Paesi meno ricchi è conseguenza anche di stili di vita sempre più simili a quelli occidentali e della massiccia diffusione del vizio del fumo. Secondo il rapporto, nel 2007 si conteranno 5,4 milioni di casi e 2,9 mln di morti per tumore nelle nazioni ricche, e ben 6,7 mln di casi e 4,7 mln di decessi nei Paesi meno sviluppati.
Qui la mortalità è ancora molto alta, la diagnosi precoce inesistente e le terapie non certo all'avanguardia. Il 75 per cento dei piccoli pazienti ancora vivi a 5 anni dalla diagnosi abita in Europa e negli Usa, mentre nell'America Centrale la sopravvivenza a tre anni si attesta al 48-62 per cento. Nei Paesi più poveri sono più comuni i tumori legati a infezioni, come quello allo stomaco, al fegato e alla cervice uterina. In tutto il mondo, il 15 per cento dei casi di cancro ha come responsabile un virus.
Fra gli uomini le neoplasie più diagnosticate sono alla prostata, al polmone e al colon-retto in Occidente e al polmone, allo stomaco e al fegato nelle nazioni in via di sviluppo. Fra le donne, il triste primato spetta al tumore del polmone, del seno e del colon-retto in Occidente e del seno, dell'utero e dello stomaco nei Paesi più poveri. Quest'anno 465 mila moriranno di cancro del seno, il primo killer femminile fra i tumori in tutto il mondo.
Circa 20 mila persone al giorno muoiono di cancro nel mondo. Fra i fattori di rischio primeggia il fumo, largamente responsabile dell'aumento dei casi di tumore del polmone. Il fardello delle malattie neoplastiche grava sempre più pesante sui Paesi in via di sviluppo: è l'altra faccia della medaglia dell'allungamento della vita media e della diminuzione dei decessi per malattie infettive e della mortalità infantile.
Ma l'aumento dei casi di cancro nei Paesi meno ricchi è conseguenza anche di stili di vita sempre più simili a quelli occidentali e della massiccia diffusione del vizio del fumo. Secondo il rapporto, nel 2007 si conteranno 5,4 milioni di casi e 2,9 mln di morti per tumore nelle nazioni ricche, e ben 6,7 mln di casi e 4,7 mln di decessi nei Paesi meno sviluppati.
Qui la mortalità è ancora molto alta, la diagnosi precoce inesistente e le terapie non certo all'avanguardia. Il 75 per cento dei piccoli pazienti ancora vivi a 5 anni dalla diagnosi abita in Europa e negli Usa, mentre nell'America Centrale la sopravvivenza a tre anni si attesta al 48-62 per cento. Nei Paesi più poveri sono più comuni i tumori legati a infezioni, come quello allo stomaco, al fegato e alla cervice uterina. In tutto il mondo, il 15 per cento dei casi di cancro ha come responsabile un virus.
Fra gli uomini le neoplasie più diagnosticate sono alla prostata, al polmone e al colon-retto in Occidente e al polmone, allo stomaco e al fegato nelle nazioni in via di sviluppo. Fra le donne, il triste primato spetta al tumore del polmone, del seno e del colon-retto in Occidente e del seno, dell'utero e dello stomaco nei Paesi più poveri. Quest'anno 465 mila moriranno di cancro del seno, il primo killer femminile fra i tumori in tutto il mondo.
Pagina pubblicata il 19 dicembre 2007
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