Il catetere è la causa più frequente, ma non l'unica. Le infezioni alle vie urinarie sono le più comuni contratte in corsia: colpiscono il 10% degli europei ricoverati in ospedale, e il dato italiano è sovrapponibile.
Parola degli esperti intervenuti ieri alla presentazione del 23esimo Congresso dell'Associazione europea di urologia (Eau), in corso fino a sabato a Milano. I numeri sono preoccupanti, e fonti di spese ingenti per le strutture sanitarie di tutto il Vecchio Continente e non solo.
Ma per contenere il problema basterebbero semplici accorgimenti. Innanzitutto disegnare una 'mappa' dei microbi più frequenti in ogni dipartimento di urologia. Una misura che si è dimostrata in grado di dimezzare la prevalenza delle differenti infezioni urinarie nosocomiali (Nauti).
"Lo studio pan-europeo sulla diffusione delle Nauti è iniziato nel 2003 - spiega Truls-Erik Bjerklund Johansen, presidente della Società europea per le infezioni in urologia (Esiu), sezione dell'Eau - Successivamente è stato allargato anche all'area pan-euroasiatica, e completato con indagini condotte in America".
I dati presentati dall'esperto sono frutto dello screening su 6.033 pazienti ricoverati in 194 dipartimenti ospedalieri di urologia, e dimostrano appunto che "la diffusione delle Nauti è pari al 10% nella ricerca pan-europea, è del 14% in quella pan-euroasiatica e pari all'11% nell'analisi combinata".
Parola degli esperti intervenuti ieri alla presentazione del 23esimo Congresso dell'Associazione europea di urologia (Eau), in corso fino a sabato a Milano. I numeri sono preoccupanti, e fonti di spese ingenti per le strutture sanitarie di tutto il Vecchio Continente e non solo.
Ma per contenere il problema basterebbero semplici accorgimenti. Innanzitutto disegnare una 'mappa' dei microbi più frequenti in ogni dipartimento di urologia. Una misura che si è dimostrata in grado di dimezzare la prevalenza delle differenti infezioni urinarie nosocomiali (Nauti).
"Lo studio pan-europeo sulla diffusione delle Nauti è iniziato nel 2003 - spiega Truls-Erik Bjerklund Johansen, presidente della Società europea per le infezioni in urologia (Esiu), sezione dell'Eau - Successivamente è stato allargato anche all'area pan-euroasiatica, e completato con indagini condotte in America".
I dati presentati dall'esperto sono frutto dello screening su 6.033 pazienti ricoverati in 194 dipartimenti ospedalieri di urologia, e dimostrano appunto che "la diffusione delle Nauti è pari al 10% nella ricerca pan-europea, è del 14% in quella pan-euroasiatica e pari all'11% nell'analisi combinata".
Pagina pubblicata il 26 marzo 2008
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