Si celebra lunedì prossimo la giornata mondiale sull'epatite, un killer silenzioso che colpisce ogni anno 500 milioni di persone, uccidendone ben un milione e mezzo.
Oltre 200 associazioni di pazienti nel mondo, coordinate dal World Hepatitis Alliance, lanciano una campagna di sensibilizzazione mondiale puntando sullo slogan 'Sono io il numero 12?' per incrementare la consapevolezza di un dato quasi sconosciuto: nel mondo, una persona su 12 ha l'epatite B o C, ma la maggior parte non lo sa ancora.
La campagna informativa è già stata avviata in 55 nazioni, da Sydney alla Serbia, da Pechino a Buenos Aires. "A differenza di altre malattie, la consapevolezza e conoscenza sull'epatite B e C rimane inspiegabilmente bassa - spiega Charles Gore, presidente della World Hepatitis Alliance - l'informazione e la prevenzione sono gli unici strumenti a nostra disposizione per ridurre l'enorme e largamente prevenibile tasso di mortalità.
L'epatite virale cronica non può più essere ignorata poiché ogni anno causa la morte di 1,5 milioni di persone: intendiamo insistere affinché le epatiti B e C siano inserite nell'agenda delle priorità della sanità globale e, come è già avvenuto per l'Hiv/Aids, la tubercolosi e la malaria, entrino a far parte degli obiettivi del millennio dell'Organizzazione mondiale della sanità".
Il World Hepatitis Alliance chiede a tutti di registrarsi al sito www.sonoioilnumero12.org per mostrare solidarietà alla campagna, ma anche per ricevere informazioni preziose sulla malattia.
Oltre 200 associazioni di pazienti nel mondo, coordinate dal World Hepatitis Alliance, lanciano una campagna di sensibilizzazione mondiale puntando sullo slogan 'Sono io il numero 12?' per incrementare la consapevolezza di un dato quasi sconosciuto: nel mondo, una persona su 12 ha l'epatite B o C, ma la maggior parte non lo sa ancora.
La campagna informativa è già stata avviata in 55 nazioni, da Sydney alla Serbia, da Pechino a Buenos Aires. "A differenza di altre malattie, la consapevolezza e conoscenza sull'epatite B e C rimane inspiegabilmente bassa - spiega Charles Gore, presidente della World Hepatitis Alliance - l'informazione e la prevenzione sono gli unici strumenti a nostra disposizione per ridurre l'enorme e largamente prevenibile tasso di mortalità.
L'epatite virale cronica non può più essere ignorata poiché ogni anno causa la morte di 1,5 milioni di persone: intendiamo insistere affinché le epatiti B e C siano inserite nell'agenda delle priorità della sanità globale e, come è già avvenuto per l'Hiv/Aids, la tubercolosi e la malaria, entrino a far parte degli obiettivi del millennio dell'Organizzazione mondiale della sanità".
Il World Hepatitis Alliance chiede a tutti di registrarsi al sito www.sonoioilnumero12.org per mostrare solidarietà alla campagna, ma anche per ricevere informazioni preziose sulla malattia.
Pagina pubblicata il 15 maggio 2008
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