Pensionati, casalinghe e studenti. Sono loro i più presenzialisti negli studi dei medici di famiglia, secondo suggeriscono i dati preliminari di un'indagine condotta tre il 2007 e il 2008 per conto della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) dall'istituto di ricerche Swg.
La ricerca, molto più vasta perché indaga sul rapporto di fiducia fra paziente e camice bianco e sulle opinioni di entrambi a proposito delle nuove forme organizzate di assistenza, verrà presentata in autunno. Ma i primi risultati parziali offrono già uno spaccato delle abitudini degli italiani.
A bussare con maggiore frequenza alle porte dell'ambulatorio sono dunque le casalinghe: il 9,2 per cento non lascia passare mai più di un mese e puntuale come un orologio si ritrova dietro la porta del dottore una o più volte. Sono seconde solo ai pensionati (11,6 per cento) che per ragioni legate all'età hanno i contatti più frequenti con il medico di base.
La stessa frequenza di visite riesce a mantenerla, a sorpresa, anche una buon numero di studenti: forse perché meno indaffarati, hanno più tempo da dedicare alla cura della salute. E nonostante la giovane età, l'8,4 per cento fa una capatina dal medico una o più volte al mese. Mai più adolescenti svagati e un po' distratti, quella di oggi sembra una generazione di medicalizzati.
Più degli adulti: fra gli imprenditori solo il 2,3 per cento bussa con regolarità alle porte del dottore. Così il 3,8 per cento dei professionisti, il 3,4 per cento degli autonomi, il 3 per cento degli impiegati e solo il 2,8 per cento dei dirigenti, forse presi da mille altri impegni.
Sicuramente non ipocondriaci. Gli operai, invece, fanno regolarmente i conti con acciacchi tipici di un lavoro usurante. Risultato: il 6,9 per cento si stende sul lettino del medico di famiglia una o più volte al mese.
La ricerca, molto più vasta perché indaga sul rapporto di fiducia fra paziente e camice bianco e sulle opinioni di entrambi a proposito delle nuove forme organizzate di assistenza, verrà presentata in autunno. Ma i primi risultati parziali offrono già uno spaccato delle abitudini degli italiani.
A bussare con maggiore frequenza alle porte dell'ambulatorio sono dunque le casalinghe: il 9,2 per cento non lascia passare mai più di un mese e puntuale come un orologio si ritrova dietro la porta del dottore una o più volte. Sono seconde solo ai pensionati (11,6 per cento) che per ragioni legate all'età hanno i contatti più frequenti con il medico di base.
La stessa frequenza di visite riesce a mantenerla, a sorpresa, anche una buon numero di studenti: forse perché meno indaffarati, hanno più tempo da dedicare alla cura della salute. E nonostante la giovane età, l'8,4 per cento fa una capatina dal medico una o più volte al mese. Mai più adolescenti svagati e un po' distratti, quella di oggi sembra una generazione di medicalizzati.
Più degli adulti: fra gli imprenditori solo il 2,3 per cento bussa con regolarità alle porte del dottore. Così il 3,8 per cento dei professionisti, il 3,4 per cento degli autonomi, il 3 per cento degli impiegati e solo il 2,8 per cento dei dirigenti, forse presi da mille altri impegni.
Sicuramente non ipocondriaci. Gli operai, invece, fanno regolarmente i conti con acciacchi tipici di un lavoro usurante. Risultato: il 6,9 per cento si stende sul lettino del medico di famiglia una o più volte al mese.
Pagina pubblicata il 21 luglio 2008
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