I dati del Progetto Cuore dell'Istituto Superiore di Sanità parlano chiaro. In Italia il colesterolo è una minaccia in crescita ma non sempre è trattato come dovrebbe. Il risultato è che i pazienti ad alto rischio cardiovascolare possono incorrere in eventi severi .
"In questi pazienti - dice Gian Franco Gensini, ordinario di Medicina interna e Cardiologia all'Università di Firenze - per tenere il colesterolo sotto controllo sono necessari i farmaci.
In particolare, le statine. I risultati degli studi DIALOGUE e LEAD, condotti in Italia su pazienti italiani, hanno evidenziato come l'associazione fissa in un'unica compressa di ezetimibe/simvastatina sia più efficace, rispetto a una dose doppia di sola simvastatina, nella riduzione dei valori di colesterolo LDL, permettendo di raggiungere valori ambiziosamente bassi in una percentuale di circa l'80% dei pazienti".
"Nei diabetici - ha affermato Carlo Maria Rotella ordinario di Endocrinologia all'Università di Firenze, past-president della Società Italiana dell'Obesità e Coordinatore dello studio LEAD - valgono i medesimi obiettivi terapeutici che si adottano per chi ha già avuto un infarto: 100 mg/dL in presenza del solo diabete, 70 mg/dL se oltre al diabete sono presenti altri fattori di rischio cardiovascolare. In questi pazienti è dimostrato che l'associazione ezetimibe/simvastatina è molto più rapida ed efficace del solo raddoppio della statina.
"In questi pazienti - dice Gian Franco Gensini, ordinario di Medicina interna e Cardiologia all'Università di Firenze - per tenere il colesterolo sotto controllo sono necessari i farmaci.
In particolare, le statine. I risultati degli studi DIALOGUE e LEAD, condotti in Italia su pazienti italiani, hanno evidenziato come l'associazione fissa in un'unica compressa di ezetimibe/simvastatina sia più efficace, rispetto a una dose doppia di sola simvastatina, nella riduzione dei valori di colesterolo LDL, permettendo di raggiungere valori ambiziosamente bassi in una percentuale di circa l'80% dei pazienti".
"Nei diabetici - ha affermato Carlo Maria Rotella ordinario di Endocrinologia all'Università di Firenze, past-president della Società Italiana dell'Obesità e Coordinatore dello studio LEAD - valgono i medesimi obiettivi terapeutici che si adottano per chi ha già avuto un infarto: 100 mg/dL in presenza del solo diabete, 70 mg/dL se oltre al diabete sono presenti altri fattori di rischio cardiovascolare. In questi pazienti è dimostrato che l'associazione ezetimibe/simvastatina è molto più rapida ed efficace del solo raddoppio della statina.
Pagina pubblicata il 15 febbraio 2009
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