Vitadidonna News: Iss, in Italia 1 HIV+ su 4 non sa di esserlo
Non sorprendono, dunque, le stime del Coa: un quarto delle persone sieropositive non sa di esserlo e più della metà delle persone con una nuova diagnosi di Aids ignora la propria sieropositività. Dati allarmanti quelli anticipati oggi nell'incontro capitolino. La dice lunga il fatto che quasi la metà delle donne che hanno contratto l'Aids attraverso i rapporti eterosessuali è stata contagiata da partner di cui era nota la sieropositività. In pratica, si sono esposte al rischio pur sapendo che il proprio compagno era malato, probabilmente sottovalutando le possibilità di contagio e le conseguenze sulla salute.
Ed è proprio la porzione di donne con Hiv e Aids quella più cresciuta negli anni: se nel 1985 c'era un caso di Hiv femminile ogni 3,5 casi maschili, il rapporto nel 2007 è sceso a 2,5. L'Hiv-Aids, insomma, ha cambiato volto. Se una volta era la malattia dei tossicodipendenti e, in un certo senso, di chi viveva ai margini della società, oggi è prevalentemente la malattia di chi ha una vita sessuale attiva e, in special modo, eterosessuale. La proporzione di malati tossicodipendenti è, infatti, diminuita dal 69% nel 1985 all'8,6% nel 2007, mentre i casi attribuibili a trasmissione sessuale (etero e omosessuale) nello stesso periodo sono passati dal 13,3% al 73,7%, con un particolare aumento di contagio tra eterosessuali, che oggi sono il doppio di quelli tra omo e bisessuali. Da sottolineare, inoltre, che la quota di stranieri con diagnosi di Hiv è salita dall'11% del 1992 al 32% del 2007. Aumenta, infine, l'età media della diagnosi di infezione Hiv, passata da 26 anni per gli uomini e 24 anni per le donne nel 1985 a, rispettivamente, 37 e 33 anni nel 2007.
Pagina pubblicata il 17 giugno 2009

