Vitadidonna News: Snami chiede chiarimenti sulla privacy


Il Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami) annuncia di avere "inviato una richiesta di chiarimenti al Garante della privacy", Francesco Pizzetti, in merito all'"articolo 19 del nuovo Accordo collettivo nazionale della medicina del territorio, firmato nei mesi scorsi da tutte le organizzazioni sindacali.

Tale articolo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l'8 settembre scorso - spiega in una nota il presidente del sindacato, Mauro Martini - riguarda il cosiddetto 'Flusso informativo', ovvero un insieme di notizie che riguardano il paziente, quindi strettamente personali, che il medico deve trasmettere all'azienda sanitaria". Informazioni su "ricoveri, accessi allo studio con o senza visita, visite domiciliari, prestazioni professionali, visite in assistenza domiciliare programmata e integrata - elenca Martini - tutte inerenti al singolo caso, circostanziate con giorno, mese e anno e inviate entro il decimo giorno del mese successivo". Ma "alla luce delle nuove 'Linee guida in tema di Fascicolo sanitario elettronico e di dossier sanitario' dell'11 agosto 2009, pubblicate dal Garante per la protezione dei dati personali - evidenzia il presidente Snami - il nostro sindacato pone il dubbio se il medico di medicina generale debba richiedere autorizzazione al paziente per ogni singola trasmissione prevista dall'articolo in oggetto".

Secondo Martini, "ci si deve rendere conto che, in questa maniera, il lavoro clinico-assistenziale del medico di medicina generale subirà uno stop, poiché prevediamo che l'invio all'azienda sanitaria di tali dati, con eventuale autorizzazione singola da parte dei pazienti, costerà diverso tempo. Il medico di medicina generale ha decine di contatti al giorno con pazienti per visite ambulatoriali o domiciliari per le trascrizioni per le ricettazioni di farmaci e per la specialistica e tutta la burocrazia annessa (note Aifa, piani terapeutici, circolari quotidiane, eccetera).

Con tale obbligo - chiude Martini - si creerebbe un empasse incredibile a scapito della qualità del servizio nei confronti del cittadino paziente". Rivolgendosi al Garante, infine, Snami intende anche "tutelare i dati sensibili (come visite e ricoveri 'con diagnosi') dei nostri pazienti".


Pagina pubblicata il 29 settembre 2009

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