Non solo gli incidenti e infortuni. A minacciare la salute dei lavoratori sono anche le malattie del cervello, un capitolo spesso sottovalutato. Nasce per approfondire i legami fra le patologie neurodegenerative e il lavoro il nuovo centro studi 'in condominio' fra l'Istituto neurologico Carlo Besta e l'Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza sul lavoro-Ispesl.
L'edificio, inaugurato ieri, ospiterà diversi laboratori che concentreranno l'attività su temi come la quantificazione del dolore neuropatico e delle neuropatie, la statistica sanitaria e la neuroepidemiologia con annessi registri malattie, la valutazione dei disturbi cognitivi. Ma ci sarà spazio anche per 11 ambulatori, per visitare pazienti in cura nel centro.
A queste strutture si affiancheranno il centro studi regionale e provinciale per la ricerca sulla Sclerosi Multipla e la prescrizione di farmaci immuno-modulatori, il centro studi disabilità neuroriabilitazione e tempo libero e il centro di coordinamento per la ricerca clinica socio-sanitaria con Ispesl, Istituto affari sociali-Ias, Inail, Arss Veneto, Associazioni di pazienti. Circa 800 metri quadri, ai quali si aggiunge un'ampia sala di accettazione, attesa, cassa e servizi per il pubblico, di circa 120 metri quadri. La spesa per la sistemazione del Centro è stata di 368 mila euro, coperta attraverso finanziamenti ministeriali.
"Spesso quando si parla di incidenti sul lavoro ci si riferisce a fatti luttuosi e cruenti e ci si dimentica delle patologie neurologiche che invalidano i lavoratori per tempi lunghi - ricorda il presidente regionale dell'Ispesl, Antonio Moccaldi - Questo è uno dei motivi che ci ha indotto ad aprire questo Centro di studio in accordo con il Besta. Un accordo che ci permetterà di mettere a disposizione dei lavoratori metodologie nuove e d'avanguardia per riportare gli stessi nel percorso lavorativo e verso una vita socialmente più attiva".
"Il Centro prenderà il via da subito e sono certo che nel breve periodo potrà essere nuovo riferimento sia per i pazienti che per il settore della ricerca", aggiunge l'ex presidente dell'Irccs Besta, Alessandro Moneta, che ha da poco lasciato il posto a Carlo Borsani. "Lavoro e sanità sono un binomio imprescindibile in una regione come quella lombarda", conclude l'assessore regionale alla Famiglia e solidarietà sociale Guido Boscagli.
"Con questo accordo verrà data particolare attenzione alle patologie neurodegenerative e croniche sia in età lavorativa che post-lavorativa e alla valutazione delle capacità funzionali, delle limitazioni delle persone affette da patologie neurologiche, della disabilità in età lavorativa, soprattutto nelle fasi precoci, finalizzata ad una prevenzione secondaria e all'inserimento-reinserimento lavorativo".
L'edificio, inaugurato ieri, ospiterà diversi laboratori che concentreranno l'attività su temi come la quantificazione del dolore neuropatico e delle neuropatie, la statistica sanitaria e la neuroepidemiologia con annessi registri malattie, la valutazione dei disturbi cognitivi. Ma ci sarà spazio anche per 11 ambulatori, per visitare pazienti in cura nel centro.
A queste strutture si affiancheranno il centro studi regionale e provinciale per la ricerca sulla Sclerosi Multipla e la prescrizione di farmaci immuno-modulatori, il centro studi disabilità neuroriabilitazione e tempo libero e il centro di coordinamento per la ricerca clinica socio-sanitaria con Ispesl, Istituto affari sociali-Ias, Inail, Arss Veneto, Associazioni di pazienti. Circa 800 metri quadri, ai quali si aggiunge un'ampia sala di accettazione, attesa, cassa e servizi per il pubblico, di circa 120 metri quadri. La spesa per la sistemazione del Centro è stata di 368 mila euro, coperta attraverso finanziamenti ministeriali.
"Spesso quando si parla di incidenti sul lavoro ci si riferisce a fatti luttuosi e cruenti e ci si dimentica delle patologie neurologiche che invalidano i lavoratori per tempi lunghi - ricorda il presidente regionale dell'Ispesl, Antonio Moccaldi - Questo è uno dei motivi che ci ha indotto ad aprire questo Centro di studio in accordo con il Besta. Un accordo che ci permetterà di mettere a disposizione dei lavoratori metodologie nuove e d'avanguardia per riportare gli stessi nel percorso lavorativo e verso una vita socialmente più attiva".
"Il Centro prenderà il via da subito e sono certo che nel breve periodo potrà essere nuovo riferimento sia per i pazienti che per il settore della ricerca", aggiunge l'ex presidente dell'Irccs Besta, Alessandro Moneta, che ha da poco lasciato il posto a Carlo Borsani. "Lavoro e sanità sono un binomio imprescindibile in una regione come quella lombarda", conclude l'assessore regionale alla Famiglia e solidarietà sociale Guido Boscagli.
"Con questo accordo verrà data particolare attenzione alle patologie neurodegenerative e croniche sia in età lavorativa che post-lavorativa e alla valutazione delle capacità funzionali, delle limitazioni delle persone affette da patologie neurologiche, della disabilità in età lavorativa, soprattutto nelle fasi precoci, finalizzata ad una prevenzione secondaria e all'inserimento-reinserimento lavorativo".
Pagina pubblicata il 31 luglio 2009
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