Vitadidonna News: Italiani stanano virus stagionali a rischio pandemia
Era opinione consolidata, e fino ad oggi indiscussa, che gli anticorpi indotti dai virus dell'influenza stagionale sarebbero stati protettivi nei confronti di virus H1 e H3 di origine animale. E' noto, infatti, che la maggior parte della popolazione mondiale possiede anticorpi contro i sottotipi H1 e H3 a causa di precedenti esposizioni a virus stagionali o grazie alle vaccinazioni. La ricerca dimostra invece che queste difese non proteggono dai virus H1 e H3 di origine animale. Per diffondersi nella popolazione, un virus pandemico deve trovare degli ospiti 'scoperti' dal punto di vista immunitario; proprio per questo il virus dell'aviaria ha preoccupato molto la comunità scientifica. Infatti, pur essendo di un sottotipo diverso (H5) rispetto ai virus influenzali umani stagionali (H1 e H3), questo microrganismo avrebbe trovato una popolazione vulnerabile dal punto di vista immunitario e perciò avrebbe potuto generare una pandemia. Ciò fino ad oggi non si è verificato perché il virus H5 non ha 'imparato' a trasmettersi da uomo a uomo, mentre è stato recentemente dichiarato pandemico, seppur a bassa mortalità, il virus H1N1 di origine suina.
Questo studio sfata il dogma che solamente alcuni sottotipi d'influenza animale siano potenzialmente pericolosi - spiega Vicenzi, capo dell'Unità di patogeni virali e biosicurezza dell'istituto San Raffaele di Milano - In realtà, dobbiamo aprire i nostri orizzonti di ricerca sui virus influenzali animale del sottotipo H1 e H3 per non essere colti impreparati a fronteggiare potenziali future pandemie d'influenza", avverte. "La chiave di volta della collaborazione con Ilaria Capua - aggiunge la scienziata - è stata unire le competenze della ricerca biomedica umana del San Raffaele a quelle della ricerca veterinaria dello Zooprofilattico di Padova".
Pagina pubblicata il 29 giugno 2009

