"Temiamo che, con i fatti di cronaca di questi giorni, l'attenzione sulla riapertura delle trattative per il rinnovo degli Accordi collettivi nazionali (Acn) della medicina del territorio non sia all'ordine del giorno. Sarebbe invece una dimostrazione di buona volontà e di efficienza per parte pubblica almeno quella di calendarizzare gli incontri. Anche perché è notizia dei giorni scorsi l'accordo Governo-Regioni per il triennio 2010-2012, dove si prevede un aumento del Fondo sanitario nazionale di 8 miliardi di euro".
Parola di Mauro Martini, presidente del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), secondo cui "ci sono quindi le condizioni per iniziare ad impostare la discussione tra le parti". "Non vogliamo parlare per ora - sottolinea in una nota Martini - di percentuali di aumento, poiché in questo frangente non ci sembra opportuno, vorremmo solo un segnale di parte pubblica: la stesura dell'atto di indirizzo relativo al secondo biennio potrebbe essere la dimostrazione della disponibilità a trattare prima della tornata elettorale di marzo". Il numero uno dello Snami commenta infine quanto stabilito da Governo e Regioni in materia di Piano di rientro delle Regioni in deficit finanziario.
"Sul piano di rientro oltre il 5% - spiega Martini - vorremmo una maggiore responsabilizzazione degli amministratori, poiché a nostro parere il commissariamento della sanità regionale è una soluzione troppo salomonica in caso di buco di bilancio. Sappiamo invece - conclude - che i medici generalisti che spendono troppo sono poi obbligati a pagare in solido di tasca propria, dopo le verifiche delle Asl e i giudizi amministrativi".
Parola di Mauro Martini, presidente del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), secondo cui "ci sono quindi le condizioni per iniziare ad impostare la discussione tra le parti". "Non vogliamo parlare per ora - sottolinea in una nota Martini - di percentuali di aumento, poiché in questo frangente non ci sembra opportuno, vorremmo solo un segnale di parte pubblica: la stesura dell'atto di indirizzo relativo al secondo biennio potrebbe essere la dimostrazione della disponibilità a trattare prima della tornata elettorale di marzo". Il numero uno dello Snami commenta infine quanto stabilito da Governo e Regioni in materia di Piano di rientro delle Regioni in deficit finanziario.
"Sul piano di rientro oltre il 5% - spiega Martini - vorremmo una maggiore responsabilizzazione degli amministratori, poiché a nostro parere il commissariamento della sanità regionale è una soluzione troppo salomonica in caso di buco di bilancio. Sappiamo invece - conclude - che i medici generalisti che spendono troppo sono poi obbligati a pagare in solido di tasca propria, dopo le verifiche delle Asl e i giudizi amministrativi".
Pagina pubblicata il 28 ottobre 2009
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