La vaccinazione per il virus A/H1N1 è "un atto di responsabilità nei confronti di se stessi, dei propri pazienti e della società. Dunque rinnoviamo l'appello ai medici perchè non diano il cattivo esempio: si vaccinino e lo dicano ai loro pazienti". A presentare "un nuovo pressante appello" ai 'camici bianchi' affinché si immunizzino contro il virus pandemico è Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale (Simg) e componente della task force del ministero sulla nuova influenza A, a margine di un incontro a porte chiuse sull'alimentazione sana, ieri a Roma nella sede del dicastero di Lungotevere Ripa.
Gli italiani sono attenti al comportamento dei medici. "Stanno aspettando di vedere i medici vaccinarsi, come atto di responsabilità. Non possiamo pensare di dare il cattivo esempio, perché - dice Cricelli ai cronisti - se questo programma di vaccinazione dovesse fallire, noi saremmo responsabili di un atto grave, che può avere anche conseguenze imprevedibili. Potrebbero succedere eventi sgradevoli, e noi potremmo essere corresponsabili dell'insuccesso della vaccinazione, che - ricorda Cricelli, che si è vaccinato l'altro ieri - è indispensabile per diminuire tutti gli eventi spiacevoli e avversi dell'influenza".
Insomma, se nei sondaggi i camici bianchi appaiono scettici di fronte al vaccino "bisogna che i medici capiscano che un cattivo esempio, che faccia fallire la campagna di vaccinazione, può avere conseguenze gravi, di cui possono essere chiamati a rispondere". Insomma non ci sono dubbi: "Bisogna che i medici diano il buon esempio: si vaccinino, individuino i propri pazienti a rischio e li immunizzino immediatamente.
E' un atto di responsabilità anche giuridica", ribadisce. Nel frattempo i casi si moltiplicano, ma se la preoccupazione per il virus cresce fra gli italiani, Cricelli sottolinea che gli studi medici sono preparati a fronteggiare la situazione. "Ci siamo attrezzati - assicura - Alla fine i pazienti hanno bisogno di poche informazioni chiare: il virus H1N1 provoca una normale influenza, che come tutte le malattie molto numerose dà anche alcuni casi con esiti più sfavorevoli, come accade da che mondo è mondo. Infine - conclude - la grande difesa contro l'influenza è la vaccinazione, seguita da misure igienico-sanitarie".
Pagina pubblicata il 10 novembre 2009
Gli italiani sono attenti al comportamento dei medici. "Stanno aspettando di vedere i medici vaccinarsi, come atto di responsabilità. Non possiamo pensare di dare il cattivo esempio, perché - dice Cricelli ai cronisti - se questo programma di vaccinazione dovesse fallire, noi saremmo responsabili di un atto grave, che può avere anche conseguenze imprevedibili. Potrebbero succedere eventi sgradevoli, e noi potremmo essere corresponsabili dell'insuccesso della vaccinazione, che - ricorda Cricelli, che si è vaccinato l'altro ieri - è indispensabile per diminuire tutti gli eventi spiacevoli e avversi dell'influenza".
Insomma, se nei sondaggi i camici bianchi appaiono scettici di fronte al vaccino "bisogna che i medici capiscano che un cattivo esempio, che faccia fallire la campagna di vaccinazione, può avere conseguenze gravi, di cui possono essere chiamati a rispondere". Insomma non ci sono dubbi: "Bisogna che i medici diano il buon esempio: si vaccinino, individuino i propri pazienti a rischio e li immunizzino immediatamente.
E' un atto di responsabilità anche giuridica", ribadisce. Nel frattempo i casi si moltiplicano, ma se la preoccupazione per il virus cresce fra gli italiani, Cricelli sottolinea che gli studi medici sono preparati a fronteggiare la situazione. "Ci siamo attrezzati - assicura - Alla fine i pazienti hanno bisogno di poche informazioni chiare: il virus H1N1 provoca una normale influenza, che come tutte le malattie molto numerose dà anche alcuni casi con esiti più sfavorevoli, come accade da che mondo è mondo. Infine - conclude - la grande difesa contro l'influenza è la vaccinazione, seguita da misure igienico-sanitarie".
Pagina pubblicata il 10 novembre 2009
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