Vitadidonna News: SMI, rinnovo contratto in pesante difficiltà


Grave battuta d'arresto per il contratto dei medici e veterinari del servizio sanitario nazionale, secondo il Sindacato dei medici italiani (Smi). All'incontro di ieri all'Aran con le associazioni di categoria, infatti, "la parte pubblica ha proposto un aumento insufficiente di 103 euro mensili lordi sul tabellare e 63 euro mensili lordi sul risultato. Niente si è mosso sull'indennità di esclusività, sulla salvaguardia delle risorse disponibili della Ria, sulla destinazione delle risorse aggiuntive.  Lontane le posizioni sulle sanzioni disciplinari". Lo Smi considera l'incontro di ieri "l'ennesima dimostrazione della completa disattenzione della politica nei confronti dei medici e della sanità italiana". "Un altro stop, anzi un salto nel passato - ha polemizzato Gianfranco Rivellini, responsabile dirigenza medica dello Smi - non ci sono soldi, non c'è volontà politica e non ci sarà a Natale nessuna buona notizia sul nuovo contratto. È un'indecenza. Vorremmo che il neo ministro della Salute facesse sentire la sua voce. Sarebbe un gesto importante".  Secondo il sindacalista, "a parole la sanità sembra una priorità per tutti i Governi, ma quando si tratta del contratto dei medici, cioè di quei professionisti che tutti i giorni operano nei nostri servizi sanitari, allora emerge la realtà: l'assoluta disattenzione nei confronti di un settore nevralgico del nostro Paese". "La sanità da anni è ostaggio del ministero dell'Economia, della Funzione pubblica e dei 'governatori' delle Regioni - ha concluso Rivellini - e i medici lavorano in una situazione di disagio permanente, pur offrendo performance di risultato di grande livello, come testimoniano tutti gli indicatori statistici di efficienza e qualità. I nostri ospedali continuano, invece, a subire un continuo 'impoverimento'". La sanità italiana ha bisogno di una inversione di rotta, dice in sindacato "serve una seria riorganizzazione, maggiori investimenti, una filosofia di gestione delle aziende più manageriale e più meritocratica".


Pagina pubblicata il 22 dicembre 2009

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