Ormai sembra del tutto spianata la strada della riforma sanitaria americana verso l'approvazione al Senato prima di Natale. Con un voto nel cuore della notte, infatti, è stato superato lo scoglio principale e quello che ha costretto a tanti compromessi al ribasso, del voto procedurale che permette di bloccare il dibattito in aula e passare alla votazione finale. E i democratici hanno avuto il "magic number", i 60 voti necessari a impedire l'ostruzionismo a oltranza da parte della minoranza repubblicana che ha votato compatta, 40 voti, contro il passaggio alla votazione in aula. Ora è previsto entro giovedì il voto finale sul testo della riforma del Senato che, nelle trattative estenuanti per ottenere il sostegno compatto dei 60 del gruppo democratici, ha perso componenti importanti della riforma voluta da Barack Obama, a partire dalla public option, l'ente pubblico di assicurazione. Ma, affermano i leader democratici, mantiene l'impianto di fondo che permetterà a 31 milioni di americani ora senza assistenza sanitaria di essere assicurati. E difenderà tutti gli americani dalle pratiche spregiudicate attuate dalle assicurazioni private. Il testo ha comunque molte differenze rispetto a quello approvato alla Camera, che per esempio prevede la public option, e quindi dopo la sua approvazione inizieranno dei, si presume complicati, negoziati tra le due Camere per arrivare a un testo comune. Un processo che la Casa Bianca spera si concluda entro la fine di gennaio-inizio di febbraio.
Pagina pubblicata il 21 dicembre 2009
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