Frenata da paure e allarmismi, in Italia - e non solo - la campagna di vaccinazione contro la nuova influenza A/H1N1 non è decollata. Ma nei depositi delle Regioni il vaccino ormai c'è. Oltre a promuovere con forza la profilassi nelle persone più a rischio, dunque, potrebbe essere giusto metterlo a disposizione di chiunque lo voglia davvero. E' l'opinione condivisa dal virologo dell'università degli Studi di Milano, Fabrizio Pregliasco: "E' stato giusto 'segmentare' l'offerta di vaccino pandemico in modo da assicurarlo innanzitutto ai cittadini da proteggere in via prioritaria", ma "l'obiettivo della sanità pubblica è quello di vaccinare tutti - precisa - in modo da creare una cosiddetta 'immunità di gregge'". Insomma, se il prodotto per l'iniezione 'scudo' avanza, è una buona idea offrirlo a tutti i cittadini che lo desiderano, come per esempio ha fatto l'assessore veneto alla Sanità Sandro Sandri. "Finora l'influenza A ha colpito soprattutto i ragazzini dai 5 ai 14 anni - ricorda Pregliasco, venerdì nel capoluogo lombardo durante un incontro promosso da Roche - Bimbi piccoli, adulti e anziani potrebbero quindi essere i prossimi 'bersagli' del virus H1N1, in una eventuale seconda ondata". Ecco perché "è fondamentale proseguire questa campagna vaccinale", anche estendendola. Senza contare che, evidenzia lo specialista, almeno nella prossima stagione influenzale "il virus H1N1 continuerà a circolare come co-presenza" fissa. Il timore del virologo è che, "proprio come è successo dopo il falso allarme aviaria, si verifichi anche in questo caso una sorta di 'effetto bufala'": un crollo dell'adesione alle vaccinazioni, alimentato anche dal "pesantissimo attacco ai vaccini dilagato in Internet e sui blog". Pregliasco ribadisce l'efficacia e la sicurezza di tutti i vaccini antinfluenzali e ricorda che "vaccinarsi è un atto di responsabilità sociale". Forse, riflette l'esperto, "se qualcosa è mancato è stato un maggiore coinvolgimento dei medici che non hanno creduto alle evidenze scientifiche". Ma per il futuro è assolutamente necessario evitare, avverte il virologo, che la controinformazione affossi strategie preventive consolidate e 'salvavita' per molti malati a rischio.
Pagina pubblicata il 20 dicembre 2009
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