Si chiude con un decreto di archiviazione l'iter che ha visto il padre di Eluana Englaro, Beppino, e l'equipe sanitaria composta da 13 persone (l'anestesista Amato De Monte e altri 12 operatori) indagate per l'ipotesi di reato di omicidio volontario dopo la morte della donna, avvenuta a Udine il 9 febbraio 2009 presso l'Azienda pubblica di servizi alla persona La Quiete, dopo 17 anni di coma vegetativo. Come è noto, l'equipe aveva applicato il protocollo stabilito dalla Corte d'Appello di Milano, sospendendo alimentazione e idratazione artificiali alla giovane. Il decreto è stato emesso dal gip del Tribunale di Udine, Paolo Milocco, su istanza di archiviazione presentata dalla Procura di Udine il 26 novembre 2009. A chiedere precedentemente l'archiviazione del fascicolo era stato l'avvocato di Englaro e dell'equipe, Giuseppe Campeis, a seguito di una serie di perizie, l'ultima delle quali, eseguita sull'encefalo e depositata il 16 novembre scorso, aveva stabilito l'irreversibilità del coma vegetativo nel quale versava Eluana Englaro.
Pagina pubblicata l'11 gennaio 2010
Pagina pubblicata l'11 gennaio 2010
22.47.00 Aborto Alimentazione e farmaci Allattamento bioetica Cimo, rinnovo del contratto parte in salita Dalla Fnomceo una campagna informativa su H1N1 Diete Disabili Faq sulla salute Fp Cgil, no a legge pensionamento a 70 anni Gravidanza H1N1, poco informati i dubbiosi sul vaccino La Community di Vita di Donna Lavoro Malattie rare: più informazione, più rete Marino (Pd), Italia paese povero e ammalato Menopausa Più privacy per i dati sull'HIV Promuovi anche tu la tua pagina Sanità pubblica Senato USA spiana la strada alla nuova Sanità SMI, rinnovo contratto in pesante difficiltà Uno su cinque rinuncia alle cure per la crisi Women' health


