Riparte oggi la trattativa per il rinnovo della convenzione di medicina generale per il biennio economico 2008 -2009. I sindacati di categoria si incontreranno con la parte pubblica alla Sisac, l'ente delegato alla contrattazione. Una "buona notizia", secondo Massimo Cozza, segretario nazionale Fpc Cgil Medici, e Nicola Preiti, coordinatore nazionale Fp Cgil medici medicina generale, che chiedono però una "reale volontà di un rinnovo celere". Il che significa "riconoscere a livello nazionale gli arretrati del 2008 e 2009, nella stessa misura riconosciuta alla dirigenza". Per i due sindacalisti, infatti, i problemi da affrontare sono notevoli. "Il comitato di settore - ricordano - è in scadenza, visto che elezioni regionali sono alle porte e le problematiche poste nell'Atto di indirizzo, a partire dal nuovo assetto organizzativo della medicina generale, richiederebbero una lunga e complessa trattativa a livello nazionale e una ulteriore definizione attraverso accordi regionali. Si pensi che l'ultimo rinnovo ha richiesto due anni per scrivere solo sei articoli e che le relative trattative regionali sono quasi tutte ancora da iniziare. Una vera riorganizzazione del settore la chiediamo da anni, e finalmente sembra che tutti (anche l'Atto di indirizzo) la ritengano indispensabile. Si rischia però di introdurre modifiche che cambiano l'assetto della medicina generale, ma in modo scoordinato e senza una logica complessiva".
"Per non parlare delle risorse dimezzate: invece del 3,2% più lo 0,8% come avviene per la dirigenza, l'incremento è in sostanza del 2%. Infatti dello 0,8% non c'è traccia e al 3,2% è sottratto l'1,2% che è rinviato agli accordi regionali. Cioè, visto il ritmo, alle future generazioni. E come se questo non bastasse, l'informatizzazione con tutte le attività di comunicazione e i flussi informativi, con gli oneri e le attività connesse sono posti tout court sulle spalle dei medici, con la mannaia delle inique sanzioni di Brunetta. E l'Atto specifica 'senza ricorso a risorse aggiuntive'. Insomma si confonde l'organizzazione, si aggiungono compiti, funzioni, obblighi e si tolgono soldi". Per la Cgil medici tutto questo non sta in piedi. "Chiediamo alle Regioni - concludono Cozza e Preiti - di prendere una direzione chiara senza infingimenti: se vogliono rinnovare le convenzioni prima delle elezioni devono soltanto riconoscere a livello nazionale gli arretrati del 2008 e 2009, nella stessa misura riconosciuta alla dirigenza (3,2% + 0,8%)".
"Per non parlare delle risorse dimezzate: invece del 3,2% più lo 0,8% come avviene per la dirigenza, l'incremento è in sostanza del 2%. Infatti dello 0,8% non c'è traccia e al 3,2% è sottratto l'1,2% che è rinviato agli accordi regionali. Cioè, visto il ritmo, alle future generazioni. E come se questo non bastasse, l'informatizzazione con tutte le attività di comunicazione e i flussi informativi, con gli oneri e le attività connesse sono posti tout court sulle spalle dei medici, con la mannaia delle inique sanzioni di Brunetta. E l'Atto specifica 'senza ricorso a risorse aggiuntive'. Insomma si confonde l'organizzazione, si aggiungono compiti, funzioni, obblighi e si tolgono soldi". Per la Cgil medici tutto questo non sta in piedi. "Chiediamo alle Regioni - concludono Cozza e Preiti - di prendere una direzione chiara senza infingimenti: se vogliono rinnovare le convenzioni prima delle elezioni devono soltanto riconoscere a livello nazionale gli arretrati del 2008 e 2009, nella stessa misura riconosciuta alla dirigenza (3,2% + 0,8%)".
Pagina pubblicata il 28 gennaio 2010
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