Il 22% degli italiani a rischio cardiovascolare moderato soffre di Arteriopatia obliterante periferica (Aop). Una percentuale di casi che sfuggirebbe alla diagnosi, non sentendosi minimamente in pericolo, quando invece un paziente con Pad presenta lo stesso livello di rischio di un post-infartuato.
Sono i risultati dello studio Pandora, una ricerca internazionale condotta in sei paesi europei (Italia, Belgio, Olanda, Svizzera, Grecia e Francia) che ha visto il nostro Paese protagonista grazie all'impegno di Fimmg/Metis, in grado di coinvolgere circa 300 medici di Medicina generale su tutto il territorio nazionale.
Obiettivo della ricerca, presentata ieri a Roma, era di valutare la prevalenza dell'Aop in pazienti con rischio cardiovascolare moderato, senza diagnosi di patologie cardiovascolari né diabete. In Italia è stato arruolato il maggior numero di pazienti: 5.290 soggetti (49,97% sul totale) cui è stato rilevato l'Abi (indice pressorio caviglia/braccio).
"Lo Studio ha permesso di rilevare che quasi il 18% della popolazione europea con soffre di Aop. Una percentuale che sale purtroppo al 22% in Italia" sottolinea Donatella Alesso, responsabile divisione formazione Fimmg/Metis. "Se una persona, che secondo gli altri parametri di identificazione del rischio, come per esempio i livelli di colesterolo, sarebbe candidata a una semplice prevenzione dietologica e comportamentale, ha una Aop anche asintomatica, il rischio che corre di essere colpita da un evento cardiovascolare anche mortale è addirittura pari a quello di chi ha subito un infarto del miocardio e quindi va trattata in modo più aggressivo".
Sono i risultati dello studio Pandora, una ricerca internazionale condotta in sei paesi europei (Italia, Belgio, Olanda, Svizzera, Grecia e Francia) che ha visto il nostro Paese protagonista grazie all'impegno di Fimmg/Metis, in grado di coinvolgere circa 300 medici di Medicina generale su tutto il territorio nazionale.
Obiettivo della ricerca, presentata ieri a Roma, era di valutare la prevalenza dell'Aop in pazienti con rischio cardiovascolare moderato, senza diagnosi di patologie cardiovascolari né diabete. In Italia è stato arruolato il maggior numero di pazienti: 5.290 soggetti (49,97% sul totale) cui è stato rilevato l'Abi (indice pressorio caviglia/braccio).
"Lo Studio ha permesso di rilevare che quasi il 18% della popolazione europea con soffre di Aop. Una percentuale che sale purtroppo al 22% in Italia" sottolinea Donatella Alesso, responsabile divisione formazione Fimmg/Metis. "Se una persona, che secondo gli altri parametri di identificazione del rischio, come per esempio i livelli di colesterolo, sarebbe candidata a una semplice prevenzione dietologica e comportamentale, ha una Aop anche asintomatica, il rischio che corre di essere colpita da un evento cardiovascolare anche mortale è addirittura pari a quello di chi ha subito un infarto del miocardio e quindi va trattata in modo più aggressivo".
Pagina pubblicata il 28 gennaio 2010
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