«Una maggioranza fatta di persone sorde e mute, infastidite dagli interventi dei deputati dell'opposizione durante le votazioni sul testamento biologico. Il loro unico obiettivo è votare contro e approvare una legge crudele che impone a tutti l'accanimento terapeutico». Lo scrive in una nota Livia Turco, capogruppo Pd in Commissione Affari sociali della Camera, al termine della seduta sul ddl sul fine vita. «L'arroganza della destra non è solo contro l'opposizione parlamentare, ma anche contro le richieste dei medici e dei malati - incalza Turco - Oggi (ieri ndr) in Commissione sono stati respinti un mio emendamento e uno del collega Mazzarella che rappresentavano una mediazione tra la tutela della vita e la volontà del paziente, esaltando la relazione di fiducia tra medico e familiari».
«Il nostro emendamento prevedeva che la nutrizione artificiale facesse parte delle dichiarazioni anticipate di trattamento - prosegue il capogruppo del Pd in Commissione - e che la loro applicazione doveva essere valutata al 'letto del paziente' dal medico e dai familiari. Solo nel caso di un beneficio reale per il paziente, le dichiarazioni anticipate di trattamento potevano essere disattese, valutando caso per caso. Siamo contrari a una legge che impone a tutti e sempre la nutrizione artificiale e l'idratazione. Siamo favorevoli a una legge che permetta di valutare caso per caso, persona per persona. Nel corso del dibattito in Commissione siamo rimasti colpiti dal mutismo del relatore che non ha aperto bocca. La loro burocratica arroganza sul tema del fine vita è crudele. Esprimo comunque apprezzamento per il sostegno di Benedetto Della Vedova (Pdl) e il voto favorevole di Paola Binetti (Udc)». Della Vedova in particolare avverte: «Questo arroccamento avrà come esito quello di uno scontro frontale in aula che inevitabilmente dividerà anche lo stesso gruppo del Pdl. Fatico a comprendere quale logica politica ed elettorale muova il centrodestra, un partito a naturale vocazione trasversale ed inclusiva, a mostrarsi baluardo di una visione monoetica oltranzista e tutt'altro che pacifica nello stesso mondo cattolico», conclude.
«Il nostro emendamento prevedeva che la nutrizione artificiale facesse parte delle dichiarazioni anticipate di trattamento - prosegue il capogruppo del Pd in Commissione - e che la loro applicazione doveva essere valutata al 'letto del paziente' dal medico e dai familiari. Solo nel caso di un beneficio reale per il paziente, le dichiarazioni anticipate di trattamento potevano essere disattese, valutando caso per caso. Siamo contrari a una legge che impone a tutti e sempre la nutrizione artificiale e l'idratazione. Siamo favorevoli a una legge che permetta di valutare caso per caso, persona per persona. Nel corso del dibattito in Commissione siamo rimasti colpiti dal mutismo del relatore che non ha aperto bocca. La loro burocratica arroganza sul tema del fine vita è crudele. Esprimo comunque apprezzamento per il sostegno di Benedetto Della Vedova (Pdl) e il voto favorevole di Paola Binetti (Udc)». Della Vedova in particolare avverte: «Questo arroccamento avrà come esito quello di uno scontro frontale in aula che inevitabilmente dividerà anche lo stesso gruppo del Pdl. Fatico a comprendere quale logica politica ed elettorale muova il centrodestra, un partito a naturale vocazione trasversale ed inclusiva, a mostrarsi baluardo di una visione monoetica oltranzista e tutt'altro che pacifica nello stesso mondo cattolico», conclude.
Pagina pubblicata il 17 febbraio 2010
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