Sono 35mila i nuovi casi di tumore ai polmoni ogni anno in Italia. Nell'85% dei casi si tratta di tumori non a piccole cellule, e il 90% di questi colpisce i fumatori. Proprio la passione per le 'bionde' e' alla radice dell'aumento di questa neoplasia fra le donne. "Oggi sono il 25-30%, ma l'incidenza e' in rapido aumento e il distacco rispetto agli uomini si sta assottigliando", ammonisce dal meeting dell'Asco (American Society of Clinical Oncology) a Orlando (Florida) l'oncologo Federico Cappuzzo dell'Istituto Humanitas di Milano, alla vigilia della Giornata mondiale senza tabacco. Insomma, "oggi gli uomini fumano meno, ma le donne lo fanno di più.
E se il 10% dei malati non ha mai acceso una sigaretta, "non c'e' dubbio che il fumo sia un nemico: prima si inizia, e più bionde si accendono ogni giorno, maggiore e' il pericolo di ammalarsi", spiega. Meno del 5% dei pazienti con tumore avanzato non a piccole cellule sopravvive per cinque anni. E nel mondo ogni giorno oltre 3000 persone muoiono per un carcinoma polmonare. "Occhio poi all'inganno delle sigarette light: hanno solo modificato il killer che attacca i polmoni.
Oggi, infatti, i veleni penetrano nella parte più alta dei bronchi, causando adenocarcinomi un tempo poco diffusi". Cappuzzo presenta in Usa i risultati di uno studio su un nuovo trattamento 'due in uno', che abbina bevacizumab ed erlotinib come terapia di mantenimento nei pazienti con tumore ai polmoni avanzato non a piccole cellule. "Abbiamo visto che la terapia taglia i rifornimenti al tumore e lo colpisce meglio, tanto che i pazienti hanno sperimentato un miglioramento del 39% nella sopravvivenza senza progressione della malattia rispetto a quelli in cura solo con bevacizumab", dice l'oncologo.
Non solo: a Orlando e' stato presentato un nuovo test che può aiutare gli specialisti a individuare i pazienti con tumore ai polmoni che beneficeranno di più della chemio. Al centro di tutto ci sono due proteine MSH2 ed ERCC1. La prima e' usata dalle cellule tumorali per riparare i danni da chemio con cisplatino. E la seconda ha un ruolo analogo.
I malati con bassi livelli delle due sostanze sopravvivono più a lungo se fanno la chemio, spiega Pierre Fouret dell'Institut Gustave Roussy di Villejuif (Francia). E se le cure e gli approcci sempre più mirati stanno aumentando la sopravvivenza dei malati, le casse dello Stato italiano continuano a guadagnare dalla vendita delle sigarette. "Ma è bene che si sappia che lo Stato spende più per curare il cancro di quanto non guadagni dalla vendita dei pacchetti di bionde - avverte Cappuzzo - Oggi i farmaci sono sempre più costosi e personalizzati. E il fumatore e' destinato ad ammalarsi, non solo di cancro ma spesso anche di altre patologie".
E se il 10% dei malati non ha mai acceso una sigaretta, "non c'e' dubbio che il fumo sia un nemico: prima si inizia, e più bionde si accendono ogni giorno, maggiore e' il pericolo di ammalarsi", spiega. Meno del 5% dei pazienti con tumore avanzato non a piccole cellule sopravvive per cinque anni. E nel mondo ogni giorno oltre 3000 persone muoiono per un carcinoma polmonare. "Occhio poi all'inganno delle sigarette light: hanno solo modificato il killer che attacca i polmoni.
Oggi, infatti, i veleni penetrano nella parte più alta dei bronchi, causando adenocarcinomi un tempo poco diffusi". Cappuzzo presenta in Usa i risultati di uno studio su un nuovo trattamento 'due in uno', che abbina bevacizumab ed erlotinib come terapia di mantenimento nei pazienti con tumore ai polmoni avanzato non a piccole cellule. "Abbiamo visto che la terapia taglia i rifornimenti al tumore e lo colpisce meglio, tanto che i pazienti hanno sperimentato un miglioramento del 39% nella sopravvivenza senza progressione della malattia rispetto a quelli in cura solo con bevacizumab", dice l'oncologo.
Non solo: a Orlando e' stato presentato un nuovo test che può aiutare gli specialisti a individuare i pazienti con tumore ai polmoni che beneficeranno di più della chemio. Al centro di tutto ci sono due proteine MSH2 ed ERCC1. La prima e' usata dalle cellule tumorali per riparare i danni da chemio con cisplatino. E la seconda ha un ruolo analogo.
I malati con bassi livelli delle due sostanze sopravvivono più a lungo se fanno la chemio, spiega Pierre Fouret dell'Institut Gustave Roussy di Villejuif (Francia). E se le cure e gli approcci sempre più mirati stanno aumentando la sopravvivenza dei malati, le casse dello Stato italiano continuano a guadagnare dalla vendita delle sigarette. "Ma è bene che si sappia che lo Stato spende più per curare il cancro di quanto non guadagni dalla vendita dei pacchetti di bionde - avverte Cappuzzo - Oggi i farmaci sono sempre più costosi e personalizzati. E il fumatore e' destinato ad ammalarsi, non solo di cancro ma spesso anche di altre patologie".
Pagina pubblicata il 31 maggio 2009
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