Il sindacato medici italiani (Smi) conferma tutte le perplessità sulla convenzione di medicina generale, firmata questa mattina alla Sisac dalla Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) e da Intesa medica.
Ma non dallo Smi - rappresentato dal vice segretario generale, Giuseppe Tortora e dalla responsabile nazionale dell'assistenza primaria, Maria Paola Volponi - che ha demandato al proprio consiglio nazionale, previsto per il 13 giugno, la decisione di un'eventuale firma. "Questo accordo - ha commentato Tortora - non ha il consenso della maggioranza dei medici perchè ha una filosofia di fondo punitiva nei confronti della categoria.
Molti dei nostri suggerimenti non sono stati presi in considerazione: abbiamo chiesto che si salvaguardassero alcuni principi, come il rapporto fiduciario con il paziente, condivisi con le grandi associazioni internazionali del settore come il Wonca. Abbiamo contestato che si parlasse di rifondazione della medicina di famiglia, ricordando il portato storico della nostra professione in Italia, da sempre ai primi posti nel gradimento dei cittadini. Non c'è stata volontà di dialogo da parte della Sisac, dalle Regioni e neppure da parte dei sindacati firmatari".
Su questi temi interviene con toni e opinioni opposti la Fiimmg. "Il rapporto fiduciario non è minacciato da niente e da nessuno - chiarisce il segretario generale della Federazione, Giacomo Milillo. Chi dice il contrario afferma il falso perché nell'intesa sono anzi cresciuti i richiami al convenzionamento individuale paziente-medico".
Per Milillo risultano infondati anche gli allarmi sulla ricetta on line: "Le incombenze diverranno effettive soltanto quando il sistema entrerà a regime e quindi solo tra diverso tempo. In più è falso affermare che in caso di inadempienza si perde il convenzionamento. Semmai è vero il contrario: la ricetta on line offre tutele maggiori rispetto ad altri adempimenti del nuovo contratto".
Ma non dallo Smi - rappresentato dal vice segretario generale, Giuseppe Tortora e dalla responsabile nazionale dell'assistenza primaria, Maria Paola Volponi - che ha demandato al proprio consiglio nazionale, previsto per il 13 giugno, la decisione di un'eventuale firma. "Questo accordo - ha commentato Tortora - non ha il consenso della maggioranza dei medici perchè ha una filosofia di fondo punitiva nei confronti della categoria.
Molti dei nostri suggerimenti non sono stati presi in considerazione: abbiamo chiesto che si salvaguardassero alcuni principi, come il rapporto fiduciario con il paziente, condivisi con le grandi associazioni internazionali del settore come il Wonca. Abbiamo contestato che si parlasse di rifondazione della medicina di famiglia, ricordando il portato storico della nostra professione in Italia, da sempre ai primi posti nel gradimento dei cittadini. Non c'è stata volontà di dialogo da parte della Sisac, dalle Regioni e neppure da parte dei sindacati firmatari".
Su questi temi interviene con toni e opinioni opposti la Fiimmg. "Il rapporto fiduciario non è minacciato da niente e da nessuno - chiarisce il segretario generale della Federazione, Giacomo Milillo. Chi dice il contrario afferma il falso perché nell'intesa sono anzi cresciuti i richiami al convenzionamento individuale paziente-medico".
Per Milillo risultano infondati anche gli allarmi sulla ricetta on line: "Le incombenze diverranno effettive soltanto quando il sistema entrerà a regime e quindi solo tra diverso tempo. In più è falso affermare che in caso di inadempienza si perde il convenzionamento. Semmai è vero il contrario: la ricetta on line offre tutele maggiori rispetto ad altri adempimenti del nuovo contratto".
Pagina pubblicata il 28 maggio 2009
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