Vitadidonna News: Sanità, esternalizzazione in crescita


Vitadidonna News: Sanità, esternalizzazione in crescita Vitadidonna News Le News di Vitadidonna.it Salute e benessere, politica e diritti 10 marzo 2008 Sanità, esternalizzazione in crescita Lavorare per un'azienda ma non esserne parte integrante. E' il fenomeno dell'esternalizzazione, realtà sempre più diffusa da un estremo all'altro dello Stivale. Non solo nel privato, ma anche nella sfera pubblica, come emerge a chiare lettere dalla ricerca realizzata dall'Eurispes per la Cisl-Fps, con l'obiettivo di stimare le dimensioni dell'outsourcing nella Pubblica amministrazione.

E i numeri parlano chiaro: su un campione di 1.035 Amministrazioni pubbliche, tra centrali e locali, quasi l'88 per cento ha almeno una esternalizzazione in corso nel 2003, contro il 12,17 per cento che non ne ha alcuna (Istat). Nella sanità pubblica, il costo complessivo della produzione 'outsourcing' di Aziende sanitarie locali e aziende Ospedaliere è stato, nel 2004, di oltre 90 miliardi di euro, pari a 1.500 euro pro capite. Una percentuale piuttosto elevata - rivela la ricerca - è stata spesa dalla Regione Lombardia (15,1 per cento rispetto al totale), del Lazio (9,8 per cento) e della Campania (9,3 per cento).

Mentre le Regioni il cui costo della produzione pesa meno, rispetto al totale, sono Basilicata (1 per cento), Trentino Alto Adige (0,9 per cento), Bolzano (0,5 per cento) e, con la minore percentuale, la Valle d'Aosta (0,2 per cento). Nello specifico, la ricerca ha puntato i riflettori su alcune voci di costo della produzione, ovvero assistenza sanitaria, manutenzione e riparazione affidati a privati piuttosto che all'organizzazione interna.

La spesa complessiva per l'esternalizzazione di questi servizi, pari a più di 17 miliardi e mezzo di euro, pesano per il 19,54 per cento sul costo della produzione complessiva. Di questi 17 miliardi di euro, più di 3 miliardi e 700 milioni, pari al 21,1 per cento del totale, sono spesi dalla Lombardia, seguita, per ordine decrescente di spesa, dal Lazio (2 miliardi e 400 milioni di euro), dalla Campania (1 miliardo e 800 milioni di euro) e dalla Sicilia (1 miliardo e 500 milioni di euro).

Come per la spesa complessiva, anche per le voci di spesa relative all'affidamento a privati di servizi di assistenza sanitaria e manutenzione degli immobili, impianti e macchinari, le Regioni che hanno un 'peso' minore rispetto alla spesa totale, sono il Trentino (106 milioni di euro), la Basilicata (104 milione di euro) e il Molise (95 milioni di euro).

La spesa per la gestione privata di servizi assistenziali e manutenzione di immobili, impianti e attrezzature, è stata più elevata nel Nord-Ovest d'Italia (Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Liguria), con più di 5 miliardi e 300 milioni di euro, contro i 4 miliardi del Sud Italia (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria), i 3 miliardi e 500 milioni del Centro Italia (Toscana, Umbria, Marche Lazio), i 2 miliardi ed 800 milioni del Nord-Est (Trentino, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna) e il miliardo e 800 milioni delle Isole (Sicilia e Sardegna).
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