Non si placano le critiche alla Finanziaria messa a punto dal Governo. Soprattutto per quanto riguarda la sanità.
Questa volta a puntare il dito contro la manovra e contro una politica "di tagli senza prospettive di modernizzazione del sistema", è il Sindacato dei medici italiani (Smi), preoccupato dal "mancato rinnovo dei contratti e delle convenzioni, dalla perdita progressiva del potere economico dei medici e dalle condizioni di lavoro profondamente peggiorate".
"Le promesse di investire nella sanità, nella efficienza e nelle capacità dei professionisti che vi operano - sottolinea in una nota Gianfranco Rivellini, della segreteria nazionale dello Smi - si sono scontrate con una cultura populista e punitiva nei confronti della categoria dei medici. Si è deciso ancora una volta di fare cassa, di tagliare invece di razionalizzare, di mantenere lo status quo degli sprechi e di impoverire il Servizio sanitario nazionale. Come dimostra la previsione di un nuovo Patto per la salute senza una visione di sistema, basato sul taglio dei posti letto, sulla riduzione stabile del personale sanitario, sulla riduzione delle posizioni dirigenziali e dei fondi dedicati alla contrattazione nazionale e decentrata".
Tagli al personale che, secondo Rivellini, non sono la ricetta per risolvere i problemi del nostro Ssn. "Bisognava tenere conto - spiega il rappresentante dello Smi - della relazione generale 2007 sulla situazione economica del Paese, "in cui emerge che la spesa per il personale è l'unico valore rimasto sostanzialmente fermo in percentuale dal 2004, con un trend stabile a decorrere dall'anno 1999. Diversamente la voce 'beni e servizi' e la voce 'ospedaliera accreditata' ha viaggiato in alcuni anni a tassi di crescita percentuali a due cifre".
Lo Smi mette quindi in guardia le Istituzioni, dal diffuso malcontento dei camici bianchi. Uno stato d'animo che rischia di danneggiare in primo luogo i cittadini. Le conseguenze di tutte queste 'spine', per Rivellini, non sono difficili da immaginare: "medici stanchi e poco motivati in strutture sanitarie con meno risorse e sempre più obsolete. Tutto ciò a discapito di quei cittadini che si dice di voler tutelare".
Questa volta a puntare il dito contro la manovra e contro una politica "di tagli senza prospettive di modernizzazione del sistema", è il Sindacato dei medici italiani (Smi), preoccupato dal "mancato rinnovo dei contratti e delle convenzioni, dalla perdita progressiva del potere economico dei medici e dalle condizioni di lavoro profondamente peggiorate".
"Le promesse di investire nella sanità, nella efficienza e nelle capacità dei professionisti che vi operano - sottolinea in una nota Gianfranco Rivellini, della segreteria nazionale dello Smi - si sono scontrate con una cultura populista e punitiva nei confronti della categoria dei medici. Si è deciso ancora una volta di fare cassa, di tagliare invece di razionalizzare, di mantenere lo status quo degli sprechi e di impoverire il Servizio sanitario nazionale. Come dimostra la previsione di un nuovo Patto per la salute senza una visione di sistema, basato sul taglio dei posti letto, sulla riduzione stabile del personale sanitario, sulla riduzione delle posizioni dirigenziali e dei fondi dedicati alla contrattazione nazionale e decentrata".
Tagli al personale che, secondo Rivellini, non sono la ricetta per risolvere i problemi del nostro Ssn. "Bisognava tenere conto - spiega il rappresentante dello Smi - della relazione generale 2007 sulla situazione economica del Paese, "in cui emerge che la spesa per il personale è l'unico valore rimasto sostanzialmente fermo in percentuale dal 2004, con un trend stabile a decorrere dall'anno 1999. Diversamente la voce 'beni e servizi' e la voce 'ospedaliera accreditata' ha viaggiato in alcuni anni a tassi di crescita percentuali a due cifre".
Lo Smi mette quindi in guardia le Istituzioni, dal diffuso malcontento dei camici bianchi. Uno stato d'animo che rischia di danneggiare in primo luogo i cittadini. Le conseguenze di tutte queste 'spine', per Rivellini, non sono difficili da immaginare: "medici stanchi e poco motivati in strutture sanitarie con meno risorse e sempre più obsolete. Tutto ciò a discapito di quei cittadini che si dice di voler tutelare".
Pagina pubblicata il 23 luglio 2008
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